È di parte

«Il treno della memoria è di parte» dice il sindaco di Predappio.
È vero: è di parte. È dalla parte di tutti coloro che ad Auschwitz sono stati prigionieri, che sono stati oppressi e torturati, uccisi, gasati, ridotti in cenere. Di quelli che sono morti e di quelli che sono sopravvissuti. Non è dalla parte di quelli che hanno perpetrato il genocidio e nemmeno di quelli che lo negano o che lo minimizzano o che magari lo giustificano. Che ci volete fare. È di parte.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a È di parte

  1. Alexandra ha detto:

    Il problema non è evidentemente il sindaco, ma il fatto che possa permettersi di dirlo senza essere preso a pomodori. Immagino che abbia fatto le sue valutazioni, e capito che almeno nel suo contesto (ma temo non solo in quello), una frase del genere non è solo accettabile, ma può addirittura pagare, elettoralmente parlando. Non ricordo chi diceva che la democrazia rischia di autodistruggersi, proprio per i suoi stessi principi, se li applica indiscriminatamente e acriticamente. Sono convinta che non solo contro gli atti, ma anche contro le espressioni e le parole antidemocratiche, occorrano efficaci strumenti di autodifesa, compresa, in alcuni casi (se l’autocensura non funziona più), l’incapacità legale di ricoprire cariche pubbliche. In questo senso, mi viene quasi da dire: Basta buonismo! Basta col politically correct! Queste sono idee sovversive, inaccettabili da qualunque forza democratica, di qualsiasi parte politica!

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sono d’accordo, certe espressioni, certi discorsi, sono stati da tempo “sdoganati”, resi accettabili, e questo perché evidentemente c’è una parte della popolazione che li condivide e un’altra parte che è indifferente, che non si sente indignata. A sua volta il sentire certe cose dette senza vergogna da rappresentanti delle Istituzioni fa pensare a tanta gente comune di poterle a sua volta dire e pensare… è un giro vizioso, ma quello che preoccupa è constatare quanto sia diffusa una mentalità razzista, discriminatoria, negazionista per quanto riguarda la storia, di quanto fascismo e nazismo ci siano in giro, e non solo in Italia, a essere onesti.

    • wwayne ha detto:

      Liliana Segre ha detto una frase molto interessante a riguardo, ricordando che ai suoi tempi soltanto un pugno di uomini prese le decisioni che causarono l’Olocausto: a renderlo possibile quindi non fu il numero di persone che idearono e attuarono il progetto, ma l’indifferenza di tutte le altre.
      E’ vero anche che i rappresentanti delle Istituzioni si sentono molto più liberi di fare davanti ai microfoni delle sparate che un tempo non avrebbero detto neanche a telefono (per paura che fosse sotto controllo). Me ne resi conto in maniera nitida l’anno scorso, quando il sindaco di Venezia disse di aver assunto più vigili “per inseguire i nigeriani con pistola e manganello” (fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/sindaco-venezia-assumo-vigili-batman-arrestare-africani-1585023.html). Questa dichiarazione è doppiamente grave: sia perché implica che nella mente di chi governa una città così prestigiosa nigeriani = delinquenti, sia per il riferimento a pistola e manganello, che mi sembra un chiaro invito ad approfittarne per infierire su di loro con percosse e pistolettate.
      Un tempo una dichiarazione come questa avrebbe avuto una risonanza enorme, per la sua gravità e per l’importanza della carica di chi l’aveva pronunciata. E invece ad essa ha fatto seguito un silenzio assordante, rivelatore della profonda indifferenza di cui parlavo prima.

  3. Gufo a molla ha detto:

    forse gli è partito qualcos’altro al tizio.

  4. marisasalabelle ha detto:

    E’ come se ormai ci fossimo abituati a tutto! Ma devo confessare che c’è un’accelerazione riguardo a manifestazioni razziste, sessiste e di odio in genere, che è davvero impressionante

  5. marisasalabelle ha detto:

    Eh, la questione è complessa, serverebbe un trattato… ci sono di mezzo un malcontento diffuso, la crisi economica che non passa, un sistema che sta mostrando tutte le sue debolezze… normalmente questo basta ad accendere malumori verso categorie precise che diventano capri espiatori. Più ci mettiamo anni e anni di certi discorsi…

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