Sai come si sarebbero divertiti

Interessante mostra al Palazzo Buontalenti, a Pistoia: Italia moderna 1945-1975. Entro e alcuni schermi a parete mi propongono filmati Luce in bianco e nero che mi riportano indietro alla mia infanzia e adolescenza: i funerali di Togliatti, capelloni a Trinità dei Monti, l’immancabile strage di Piazza Fontana. Poi entro in un cubo nero chiamato Spazio flessibile e mi sento subito Tom Cruise: l’interno è un tracciato di fili luminosi tra i quali devo passare, come i raggi laser di Mission impossible.
Dopo aver provato questa esperienza che di certo cambierà la mia vita, ecco un susseguirsi di sale che espongono le opere d’arte vere e proprie. Si tratta di realizzazioni abbastanza sperimentali ma non troppo, almeno per me che ho visto il MOMA e il centro Pompidou. Un manifesto realizzato con una sovrapposizione di fogli stracciati, che somiglia molto a quelle straordinarie opere che si vedono per le strade cittadine, quando i vecchi cartelloni pubblicitari, strappati in parte, rivelano le tracce di quelli sottostanti, che a loro volta mostrano qualche vestigia di quelli ancora sottostanti. Un altro manifesto con una sorta di segnaletica in nero: curve, frecce, linee dritte. Numerose variazioni sul tema dei tagli e buchi, su cui Lucio Fontana ha già detto tutto quello che si poteva dire.
Arte povera: un pannello con un grumo biancastro appiccicato nel mezzo, che mi ha fatto pensare a chewingum masticato e invece era carta cosparsa di colla, alcune strisce di una sostanza filamentosa marrone che sembrava ed era tabacco, un grumo di una sostanza bianca luccicante che non era coca ma sale. Un brandello di qualcosa che sembrava un pezzo di pelle buono per farci un giubbotto, ed era infatti un pezzo di pelle, ma ormai nessuno ne farà un giubbotto. Un normale asciughino di cucina con alcune righe gialle e verdi sul bordo superiore.
La cosa che mi è piaciuta di più però sono stati i titoli di alcune delle opere. Me li sono segnati sul retro del biglietto. Una composizione di foto raffiguranti giovani, bambini, pic nic in campagna, come tutti ne abbiamo appese alle pareti delle nostre case, è intitolata Un ammasso di soluzioni che aspetta. Un pannello completamente ricoperto di segni che sembrano caratteri di una lingua non ancora decifrata si intitola Frammenti di un autoritratto anonimo. La scritta SALVO in verde, bianco e rosso è intitolata Salvo tricolore (geniale!) Su una pedana, dei cocomeri che sembrano di poliuretano espanso e sono infatti Cocomeri in poliuretano espanso. Infine, Il numero ingrassa i frutti e le foglie abbondanti: questo titolo suggestivo è stato attribuito a un pannello diviso in quattro riquadri: nel primo è raffigurato un tavolo con le zampe verdi e il ripiano rosso, nel secondo vicino al tavolo ce ne sono altri due più piccoli, nel terzo i tre tavoli sono diventati sette e l’ultimo riquadro è vuoto.
Per la prima volta mi viene nostalgia di quando insegnavo: sarei venuta coi ragazzi, sai come si sarebbero divertiti.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Sai come si sarebbero divertiti

  1. wwayne ha detto:

    Del Suo post mi ha colpito in particolare la parte in cui afferma che, dopo aver visto il MOMA e il Centre Pompidou, Lei difficilmente si lascia impressionare dall’arte moderna. Funziona esattamente così in tutti gli ambiti artistici, compresi la letteratura, il cinema e i fumetti: dopo essere venuti a contatto con l’arte nelle sue forme più alte, poi ci sembra tutto insignificante, o comunque è molto più difficile che ci scappi di bocca un bell’Ooohhh… di meraviglia.
    Proprio perché crescendo e facendo esperienze il nostro palato si affina e diventiamo più esigenti, è molto bello quando qualcosa ci meraviglia da adulti, e magari riesce a farlo rimanendo anche sul semplice, senza neanche cercare di raggiungere quest’effetto. A me è capitato ad esempio quando sono andato a vedere al cinema Tutto può cambiare, un film il cui regista sicuramente non aveva l’ambizione di sfornare un capolavoro, ma ci è riuscito in pieno. Lo considero di gran lunga il film più bello di questo decennio ormai concluso.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Eh, anche per me in effetti è difficile provare un forte senso di meraviglia di fronte a un nuovo libro, film o altra opera d’arte, questo dipende dal fatto che il mio palato è abituato a cibi molto raffinati e quindi come dici giustamente sono diventata esigente, dipende anche dal fatto che non essendo più molto giovane posso sentirmi dalla parte di chi dice con aria di sufficienza: oh, ne ho viste tante, io! Eppure ancora qualche volta mi capita di essere sorpresa da qualcosa di veramente bello, e quando ciò accade, è una grande gioia.

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