Roba da matti

Dopo un lungo periodo in cui giornali e talk show sembravano aver dimenticato don Biancalani e la sua controversa attività a favore dei migranti, ultimamente i media si sono risvegliati. Ha aperto i giochi, se non mi è sfuggito qualcosa, Il Giornale, un quotidiano di raro equilibrio e di nota obiettività. «Don Biancalani trasforma la chiesa in un centro di accoglienza» titola e poi esordisce con queste parole: « Decine di materassi in tutta la chiesa e poi scarpe, zaini e vestiti. È l’idea di accoglienza di don Massimo Biancalani, parroco di Pistoia, che ha deciso di ospitare negli spazi della chiesa di Vicofaro, la più grande della città, 250 migranti.» Il testo prosegue evidenziando col grassetto alcune parole: occupare, comunità dei fedeli dimezzata, migranti, centro di accoglienza, mentre l’aspetto pittoresco della situazione viene descritto in questi termini: «i loro giacigli sono ammassati tra le panche e sotto le statue dei santi della chiesa.»
Lo stesso giorno anche Repubblica dedica un’intera pagina alla parrocchia di Vicofaro, adottando un punto di vista più positivo, mentre La Nazione è decisamente drastica: «Materassi in chiesa, i fedeli evitano la messa.» In realtà i materassi sono nel matroneo, un soppalco che percorre tre lati della chiesa e che da mesi, o forse da un anno, è stato adibito a dormitorio per i migranti. La scelta di don Massimo è semplice e chiara: ha deciso di applicare il consiglio, ascoltato da altri parroci in Italia ma non certo da tutti, che papa Francesco diede un paio di anni fa: aprire le porte delle chiese ai migranti e ai senzatetto. È vero che una parte dei parrocchiani si è sdegnata e ha smesso di frequentare la parrocchia, preferendo andare a messa in chiese dove non si intravedano, alzando gli occhi, tracce di presenze sgradevoli. È anche vero che un numero crescente di volontari e amici di don Biancalani si è riversata a Vicofaro, condividendo la sua impostazione. A Vicofaro ci sono giovani stabili da mesi, alcuni da anni, ci sono persone di passaggio, ci sono sbandati che bussano alla porta perché non hanno letteralmente dove stare. È disdicevole? È inopportuno? A me pare evangelico. E d’altra parte, se non li accogliesse don Massimo, dove andrebbero molti? Dormirebbero alla stazione o ai giardini pubblici, e allora sì che la brava gente avrebbe da ridire. La brava gente però ha da ridire anche se qualcuno offre un letto e un rifugio. La brava gente non vuole rompimenti di coglioni, vuole stare tranquilla a casa sua e non vuole vedere musi neri in giro. Ma la brava gente non si rende conto che il mondo sta rapidamente cambiando e che, volenti o nolenti, coi profughi di guerra e climatici, coi migranti economici, come alcuni vengono chiamati con disprezzo, perché «non hanno diritto» avremo sempre di più a che fare. E che a qualcosa del nostro quieto vivere dovremo pur rinunciare. Facile, no? Noi nelle nostre tranquille villette, col diritto di sparare agli intrusi (la difesa è sempre legittima!) e loro ammassati nei campi profughi, o nelle carceri libiche, o nelle baraccopoli dove vivono in condizioni disumane dopo aver passato la giornata raccogliendo i nostri pomodori e le nostre fragole.
Ieri davanti alla chiesa qualcuno ha lasciato un mucchio di volantini: «Prete frocio razzista. Quanto ci guadagni? Vergognati.» E l’immancabile Salvini twitta: «Nella chiesa del parroco anti-leghista dentro i “profughi” e fuori i fedeli. Roba da matti.»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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8 risposte a Roba da matti

  1. Alexandra ha detto:

    Eh, sì, applicare il vangelo… roba da matti… 😦

  2. marisasalabelle ha detto:

    Poi del tweet di Salvini mi piace “profughi” virgolettati. Eh, perché si sa, sono finti profughi: al loro paese vivevano in dimore principesche, però chissà perché hanno preferito vivere nella chiesa di don Biancalani…

  3. wwayne ha detto:

    Appena ho letto della brava gente che non vuole vedere musi neri in giro mi è tornata in mente la mia esperienza in Liguria. Vivevo in un paesino strapieno di nordafricani, e ovviamente la cosa era molto sgradita: mille volte ho sentito dire agli abitanti di quel paese che ci sarebbe anche la possibilità di fare soldi col turismo, ma con tutti questi marocchini in giro… e mi rincresce ammetterlo, ma era oggettivamente vero che la loro presenza intimidiva i turisti, e anche i residenti: infatti molti di loro erano dei brutti ceffi che avrebbero fatto paura anche a un uomo adulto, figuriamoci a una turista che porta a spasso il figlioletto nel passeggino.
    Va detto comunque che nessuno di loro ha mai fatto nulla, perché sanno benissimo che non sono i benvenuti, e quindi i residenti aspettano solo un minimo pretesto per cacciarli tutti a pedate. Tuttavia, come dicevo prima, la loro sola presenza intimidisce, e quindi causa un danno economico incalcolabile al turismo di quel paesino. Da lì il ragionamento che ha citato Lei nel Suo post, ovvero la tentazione di dire: “Segreghiamoli tutti da qualche parte, oppure cacciamoli punto e basta, insomma facciamo in modo che le nostre strade tornino ad essere sicure”. Questi discorsi mi causavano profonda tristezza ogni volta che li sentivo pronunciare, perché per ovvi motivi personali le comunità multietniche mi sono sempre piaciute; tuttavia non avevo il prosciutto sugli occhi, e quindi ero in grado di riconoscere che quel paesino trasmetteva oggettivamente una sensazione di insicurezza. Era una sensazione infondata, perché come Le dicevo prima nessuno di quei marocchini ha mai fatto nulla, ma c’era. E causava danni economici. E quindi in quel caso, lo dico con dispiacere, la pacifica convivenza tra etnie diverse era impossibile.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Il timore di chi è diverso da noi esiste e entro certi limiti è comprensibile. Vivere in un piccolo centro e sentirsi “invasi” da una quantità abnorme di persone diverse da noi, sia sotto l’aspetto fisico che sotto il profilo linguistico, culturale etc può creare disorientamento e al limite anche timore, questo lo capisco. Perciò, dovendo governare o comunque incanalare in qualche modo la presenza di immigrati o profughi in un territorio sarebbe bene tener conto di questi fattori e puntare non a una “invasione” massiccia ma a una diffusione capillare.
    Detto questo, mi permetto alcune osservazioni:
    molto spesso la paura del “diverso”, come tu stesso ammetti, è infondata;
    non è vero che africani in generale e marocchini in particolare abbiano un aspetto patibolare e vadano definiti “ceffi”. Bisogna abituarsi al fatto che al mondo non tutti hanno la nostra stessa fisionomia e smettere di pensare che lineamenti o colori diversi dal nostro siano per questo spaventosi e debbano generare terrore nei pacifici indigeni;
    la promiscuità è normale, tutte le civiltà sono nate da contaminazioni, nel famoso e pregiatissimo DNA italiano esistono i geni di centinaia di popolazioni;
    oggi questo fenomeno ci appare particolarmente pericoloso ma oggettivamente lo è meno, per esempio, di quanto non lo siano state le cosiddette invasioni barbariche o gli insediamenti europei nel continente americano;
    in ogni caso con questo dobbiamo fare i conti, questo è già il presente e a maggior ragione sarà il futuro;
    a volte è possibile tenere a bada i pregiudizi e non lasciarsene governare!

    • wwayne ha detto:

      Ritengo che su un punto Lei mi abbia frainteso. Io e gli abitanti di quel paesino ligure non ritenevamo che alcuni di quei migranti fossero brutti ceffi solo perché avevano una fisionomia diversa dalla nostra: eravamo ben consapevoli che anche tra i marocchini ci sono uomini e donne di rara bellezza, per quanto diversi da noi nella fisionomia (vedere il profilo Instagram di Zahra Lasfar per credere). Alcuni di quei migranti erano brutti ceffi punto e basta, e sarebbero stati ritenuti tali anche dagli stessi marocchini, se avessero esibito le loro facce da ergastolani a Marrakech anziché in Liguria.
      Riguardo al fatto che le migrazioni siano il futuro, spero che quantomeno in futuro eviteremo di importare dei soggetti come questo:

      • marisasalabelle ha detto:

        Va be’, ma questi sono artisti, è una canzone! Ricicla in modo ironico tutti i più tipici luoghi comuni! Sono divertenti ma non rispecchiano la realtà! Io di profughi ne conosco abbastanza, e la loro vita è ben diversa da come la raccontano questi due… E poi, caro, le persone non si importano: le persone vengono. Si può cercare di regolarne l’arrivo, ma come vedi tu stesso non è cosa facile e in molti casi comporta deportazione, segregazione e tutto il resto.

  5. Sono solidale con le parrocchie mentre auguro loro facilitazioni reali di opportunità di lavoro in onestà di coscienza creativa dedicandosi in puro insegnamento cristiano ad essere altruisti, a pensare prima ai deboli, poveri, sofferenti come è l’ideale del buon cuore di Gesù ma bisogna organizzarsi seriamente in reale cristianità in viaggio di Abbellimento/Abbruttimento ed Idealizzazione, in armonia con la Vita, Natura, Morte, Bellissima, mentre non mi conviene criticare le parole dette da Papa Francesco non rinuncio a scrivere che le Chiese cristiano-cattoliche, quelle vere, quelle antiche, quelle più moderne, quelle che hanno storie reali, se ospitano profughi, poi le persone cattolico-cristiane come fanno ad andare a Messa a pregare?
    Vi sono problemi e questioni molto delicate, pericolose e vaste ed intanto, per me vale che chi lavora in onestà di coscienza creativa e prega le preghiere classiche delle religioni in cui crede, religioni in viaggio di Abbellimento, Abbruttimento ed Idealizzazione, cioè, chi fatica per ciò in cui Crede, non per ciò per cui è stato -convinto- e prega, si troverà sempre meglio per cui intanto auguri reali a questa parrocchia che tu citi nel tuo post, grazie per ciò che hanno fatto, fanno e faranno in onestà di coscienza creativa, i loro meriti reali gli sono riconosciuti Sempre, Ovunque, Comunque, Perché ci Crediamo, in realtà buona domenica 🙂

  6. marisasalabelle ha detto:

    Come credo di aver spiegato nel post, gli ospiti di don Biancalani dormono nel soppalco, non in mezzo alla chiesa, e non danno noia a chi vuole assistere alla Messa. Molte volte i giornali “abbelliscono” le notizie per fare colore…

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