Priorità

Ha ragione Di Maio, lo ius culturae (non lo ius soli, scandaloso!) non è una priorità. Cioè, è una bellissima idea, ma non è il momento giusto. Invece il taglio di un terzo dei parlamentari, quello sì che è urgente. Fino a un mese fa non ce n’eravamo resi conto, e stupidamente gli abbiamo votato contro, ma ora abbiamo aperto gli occhi, ed è diventata una nostra priorità. A proposito, avete visto come siamo bravi? Stiamo finalmente risolvendo il problema dei migranti. Se ne prenderà cura la Libia! E da Palazzo Chigi è tutto, a voi la linea.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Priorità

  1. wwayne ha detto:

    Come sa non sono totalmente italiano, e questo mi ha reso assolutamente contrario ad ogni forma di razzismo. Ed è chiarissimo che sia proprio un razzismo di fondo, in certi casi perfino inconscio, a rendere molti italiani contrari allo ius culturae. Io invece sono contrario ad esso per un altro motivo: ritengo un’assurdità anche solo pensare che nascere qui e stare 5 anni in una scuola del nostro paese (peraltro ad un’età estremamente infantile) possa rendere una persona automaticamente italiana. L’appartenenza ad un popolo è qualcosa di molto più profondo, che si costruisce in tempi più dilatati e quando subentra un grado di consapevolezza ben maggiore di quello che può avere un bambino delle elementari.
    Inoltre, c’è una questione di tensione sociale da non sottovalutare: ovviamente la prospettiva di far diventare i loro figli cittadini europei (con tutti i vantaggi che ne derivano) spingerebbe ancora più africani a emigrare qua in Italia, e gli italiani a stento sopportano quelli che ci sono già, figuriamoci se tollererebbero un ulteriore incremento degli sbarchi. Non dico che il governo debba assecondare il razzismo presente in molti italiani, ma che almeno abbia il buonsenso di non fomentarlo. La sinistra ha l’obiettivo dichiarato di “fermare i fascisti”: ebbene, con lo ius culturae non solo non li fermerebbe, ma anzi spianerebbe loro la strada verso una vittoria schiacciante alle prossime politiche.
    Infine, già solo il nome ius culturae mi fa venire l’orticaria: ius vuol dire diritto, la cittadinanza invece è un privilegio. Ma molti politici italiani (Di Maio in testa) a stento parlano la loro lingua, figuriamoci se possiamo aspettarci da loro la conoscenza del latino.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Nemmeno a me piace l’espressione ius culturae. Si tratta di una forma attenuata di cittadinanza concessa in base a determinati requisiti. Diversamente da te penso che i ragazzi nati e/o vissuti in Italia abbiano diritto a essere cittadini italiani: molti di loro sono praticamente degli apolidi, sono italiani in tutto, comprese le inflessioni dialettali nel loro parlato, e non hanno cittadinanza. Per me è un abominio, inoltre sono convinta che negare diritti alle giovani generazioni è il modo migliore per farle diventare incazzate e ostacolare la loro integrazione. Qualche anno di residenza o di scuola sono requisiti che accetterei giusto perché mi rendo conto che una cittadinanza senza condizioni nessuno oserebbe proporla, oggi come oggi. Mi rendo anche conto che sarebbe un provvedimento che scontenterebbe molti, cresciuti a pane e salvinismo, ma ogni tanto si dovrebbe anche rischiare, invece di continuare a dire “è bello, giusto e necessario, ma non è il momento adatto” come il PD ha fatto anche nel 2017/18, negli ultimi mesi del suo governo, senza che questo peraltro gli impedisse di perdere le elezioni!

  3. Sono ignorante su come potrei lavorare in onestà di coscienza creativa le legislazioni in argomento migranti ed in argomento italianità reale ma posso scrivere che le leggi possono armonizzarsi, in Legalità reale, senza dimenticare di semplificare un po’ leggi e burocrazia, ma soprattutto di Abbellirle, Abbruttirle, Idealizzarle così che le leggi possano favorire in onestà di coscienza creativa chi in realtà sceglie di Cuore di diventare in realtà italiano/a mentre deve sapere che l’Italia è il Cuore dell’Europa, del Mondo con tutto ciò che deve diventare il Cuore per far sì che il Mondo sia come la sua popolazione sceglie in realtà, ci lavora in onestà di coscienza, merita in realtà, “italiano vita comoda” non è così reale, chi fa vita troppo comoda perde l’italianità, chi fa vita troppo rigida e fredda, perde l’italianità, ecc.

    Sul taglio dei parlamentari scrivo che bisogna lavorare in onestà di coscienza creativa se mantenerli e proprio insostenibile per lo Stato ma si può anche pensare il Parlamento che costa di meno e che rende di più, cosa ne pensiamo, intendiamo, sentiamo?

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