Istruttivo

Non amo particolarmente i romanzi storici. La storia preferisco leggerla in forma di saggio, il romanzo storico spesso è pieno di errori, si sofferma troppo sui dettagli e poi in genere è scritto in uno stucchevole stile falso antico. Fanno eccezione, a parte Alessandro Manzoni, che pure è palloso la sua parte, geni come Ken Follett o Ildefonso Falcones.
Nonostante ciò, quando la mia amica *** mi ha invitata alla presentazione del suo Infelicità e perversione ai tempi dei tempi nel miniducato di Fuffolandia (come potete immaginare il titolo del romanzo è frutto della mia sfrenata fantasia, allo scopo di tutelare il buon nome della mia amica e di non intralciare il successo del suo capolavoro), non ho potuto esimermi.
L’evento ha avuto luogo in un baretto del centro che si fregia del titolo di Caffè letterario: la scrittrice sedeva su un divanetto affiancata dai suoi relatori. Il primo ha introdotto autrice e opera immagino con grande competenza, ma non posso saperlo, perché sussurrava a volume bassissimo, mentre l’altro borbottava tra sé e sé incomprensibili parole. Di tanto in tanto uno dei due interpellava l’autrice, che rispondeva «Eh!», «Uh!» e altre analoghe esclamazioni. Accanto a me, una signora borbottava a sua volta compulsando freneticamente il suo tablet. È stato un pomeriggio veramente istruttivo.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Istruttivo

  1. wwayne ha detto:

    Anche Gianni Granzotto era un grande autore di romanzi storici. Lessi il suo “La battaglia di Lepanto” alle superiori, ed è tuttora uno dei miei libri preferiti in assoluto.
    P.S.: Anch’io ho sfornato un nuovo post… spero che Le piaccia! 🙂

  2. A volte i romanzi storici potrebbero poeticamente facilitarci di intendere rime di storia reale che è stata fatta dimenticare dallo “status quo” e da cui poi poter scrivere saggi storici reali e/o integrare quelli ufficiali che potrebbero avere qualche parola sbagliata dal regime che sbaglia il racconto, cosa ne pensiamo, intendiamo, sentiamo?

  3. marisasalabelle ha detto:

    Partire da un romanzo storico, magari arricchito di grosse dosi di fantasia, per poi scrivere saggi o addirittura integrare quelli già esistenti, come suggerisci, mi sembra un metodo completamente sbagliato. Lo storico compie lunghe ricerche e cerca di ricostruire i fatti utilizzando fonti documentabili. Esistono, è vero, storici “ufficiali” che confezionano prodotti in linea coi regimi in cui vivono, ma sono molto più numerosi gli storici seri che lavorano con passione e si lasciano guidare dai fatti che vengono scoprendo grazie a metodi sempre più complessi. Insomma, la storia è un mestiere serio e non bisogna credere che sia sempre al servizio del potere, anzi, molto spesso è il contrario. Anche il romanziere si documenta, ma non ha i criteri rigorosi dello storico, adatta la realtà alle sue esigenze narrative, aggiunge particolari di invenzione. Anche il romanzo storico può essere piacevole a leggersi e istruttivo, ma bisogna sapere che è un romanzo, e che non va preso per oro colato.

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