Un’anima gemella

Succede, a volte, che una persona che avevi inquadrato in un certo modo ti riveli inaspettatamente aspetti inediti di sé che potrebbero essere preludio, non dico a un’amicizia, ma a un piacevole scambio di idee, di tanto in tanto. Prendiamo ***: professoressa di latino e greco in pensione, donna molto austera, la immaginavo dedita alla lettura dei classici in lingua originale, invece scopro che adora la narrativa e non sa stare senza un romanzo in lettura e uno di scorta sul comodino. Un’anima gemella! Come fanno di solito i lettori accaniti, ci scambiamo titoli e autori preferiti.
«Cosa stai leggendo ora?» mi chiede.
«Macchine come me, di Ian McEwan» rispondo.
«Non lo conosco…»
«È uno scrittore inglese… davvero molto bravo» rispondo annichilita: come si fa a non conoscere McEwan?
«Sai, io leggo prevalentemente autori italiani.»
«Ah! E chi ti piace?»
«Michela Murgia, la Gamberale… Dacia Maraini…»
La Gamberale! Inorridisco. E Dacia Maraini, l’ossessione di tutte le professoresse, in servizio o pensionate che siano. Mi ricordo di una ex collega che incontravo a volte alla Feltrinelli, dove da un anno all’altro era alla ricerca dell’ultimo libro «della Dacia Maraini», come diceva con una nasalizzazione tipica delle docenti pistoiesi di una certa età. Non commento i gusti della mia nuova amica, ma capisco che abbiamo percorsi di lettura nettamente divergenti: troviamo un punto d’accordo sulla saga dell’Amica geniale, e finita lì.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Un’anima gemella

  1. ailsawood ha detto:

    E ti sta piacendo? Mi ha un po’ deluso, che sono una grande fan di McEwan.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Anch’io sono una grande fan di McEwan. Devo dire che le sue ultime opere non sono all’altezza di certi capolavori che ha scritto in passato, però Macchine come me mi è piaciuto, all’inizio anch’io l’ho trovato un po’ pesante, ma procedendo nella lettura diventa interessante. E comunque meglio il peggior McEwan della miglior Gamberale! 😀

  3. wwayne ha detto:

    Dacia Maraini è l’ossessione di tutte le professoresse, ma non di tutti i professori: io infatti ho sempre dato da leggere le novelle di Verga o i racconti di Buzzati. Un anno, siccome avevo finito in anticipo le novelle di Verga, ne feci leggere anche 5 di Pirandello. Sui romanzi invece non mi sono mai buttato: ho sempre pensato che un ragazzo di 14 – 15 anni non riesce a seguire il filo della trama, se ne legge poche pagine a settimana (peraltro spalmate nell’arco di mesi). Con i racconti questo problema non si pone.
    Riguardo ai miei colleghi, so di uno che faceva leggere i racconti di Edgar Allan Poe, e un’altra che a seconda delle classi assegnava Il sergente nella neve o La fattoria degli animali. Quest’ultima opera in effetti è molto interessante e istruttiva, ma oltre ad essere un romanzo presenta anche l’ulteriore difficoltà di avere una trama interamente metaforica, in cui ogni singolo personaggio o situazione allude a qualcosa che ha bisogno di essere decrittato: anche con la guida del docente, per i ragazzi è davvero difficile star dietro ad un libro così.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Be’, come insegnante ho provato con molte cose anche diversissime tra loro: al tecnico la lettura non è molto popolare, tuttavia ho avuto un buon successo con Pirandello, che piace sempre (anche se io personalmente non ne vado pazza), con Zola (per due anni ho proposto ai ragazzi di cimentarsi con L’assommoir di Zola, naturalmente in italiano, e sebbene sia un romanzo fiume alcuni lo hanno apprezzato); ho tentato un po’ di tutto con risultati vari e anche imprevedibili. Mi ricordo di un ragazzo che ce l’aveva a morte con Jack Frusciante è uscito dal gruppo perché il protagonista “non era neanche riuscito a portarsi a letto la ragazza che gli piaceva” e di aver scandalizzato diversi studenti con Il giardino di cemento di Ian McEwan, un romanzo in effetti un po’ scabroso…
    Qui però non si parlava di lettura a scopo didattico ma personali! I gusti della collega semplicemente non sono i miei!

    • wwayne ha detto:

      Le scelte di lettura a scopo didattico e i gusti personali sono questioni che Lei vuole tenere separate, ma che in realtà sono intrecciate in modo inestricabile. Perché nessun docente darà mai da leggere un libro che odia, condannandosi a doverlo sopportare per un anno intero. E spesso, se un libro piace al docente, finirà per risultare gradito anche agli alunni, perché questi ultimi tenderanno a venire contagiati dalla sua passione.
      Concordo sul fatto che Pirandello è molto apprezzato dai ragazzi. Lo stesso vale per Verga: infatti molte sue novelle parlano di sesso, e già questo da solo basta per attirare tutta la loro attenzione. Inoltre, Verga ne parla con toni spesso ironici, e anche questo contribuisce a renderlo popolare tra i miei studenti.
      Riguardo a Jack Frusciante è uscito dal gruppo, effettivamente è stato un romanzo cult per chiunque sia vissuto negli anni 90, me compreso. E ha avuto il merito di avvicinare alla lettura tanti ragazzi che prima di allora non avevano mai letto un libro per piacere in vita loro. Tuttavia, il romanzo più bello di Enrico Brizzi è un altro, che ho letto giusto il mese scorso: “Tu che sei di me la miglior parte”. Purtroppo però neanche il più spericolato dei professori lo assegnerebbe mai ai propri alunni, perché in esso c’è una posizione di chiara indulgenza nei confronti del consumo e perfino dello spaccio di droga: assegnarlo è il modo migliore per ritrovarsi 10 genitori bacchettoni a protestare davanti all’ufficio del preside. Grazie per la risposta! 🙂

  5. cuoreruotante ha detto:

    Cosa hai contro la Gamberale? 😃

  6. Sono diplomato geometra e perito agrario e nei riguardi e confronti degli idiomi so che se sono vivi cambiano, altrimenti sono lingue morte da imparare a memoria, come chi le parlava, gli idiomi si possono abbellire, si possono idealizzare, si possono studiare in realtà, ricordare in realtà, si possono creare parole nuove, si possono ammalare, queste mie parole sull’insegnamento delle lingue e scusami la lateralità al tuo argomento del tuo post 🙂

    Su romanziere e relative lettrici so praticamente niente, in realtà buondì, buon lavoro! ❤ … ❤

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