Imperia: la presentazione

La famosa scrittrice, a Imperia, non era famosa per niente. Sebbene la libraia avesse messo in vetrina una pila di copie de L’ultimo dei Santi, nessuno degli imperiesi sembrò particolarmente impressionato. All’ora dell’appuntamento la scrittrice, accompagnata dal suo fedele scudiero e dalla relatrice che si era assunta l’onere di presentarla, fece il suo ingresso in libreria. Erano presenti la libraia, la figlia della libraia e due signore di una certa età, mute e sorridenti.
«Queste signore sono qui per ascoltarla!» esordì la libraia.
Andiamo bene, pensò la famosa scrittrice.
«È presto, aspettiamo ancora un po’» disse la libraia, e iniziò a sciorinare i numeri degli incontri più recenti. «Ieri eravamo in quaranta, tre giorni fa in trenta, la settimana scorsa…»
«Sai cosa» disse la relatrice, «c’è l’allerta meteo. Molte persone si saranno scoraggiate…»
In effetti non pioveva, e alle nove e trenta, al cospetto delle due signore, la presentazione ebbe inizio. La relatrice usò belle parole, che avrebbero meritato un pubblico più numeroso. La famosa scrittrice fece buon viso e parlò con entusiasmo del suo romanzo. A un tratto la pioggia cominciò a venir giù scrosciante, la strada davanti alla libreria diventò un torrente e la scrittrice, con sommo raccapriccio, si accorse di un ruscelletto che scorreva sul pavimento della libreria, fin quasi ai suoi piedi. La libraia e sua figlia andarono a prendere secchio e spazzolone: la libraia fece del suo meglio per fermare l’alluvione, la figlia della libraia scattava foto al pavimento, per documentare il tutto, e neanche una alla povera scrittrice, che imperterrita continuò a cianciare del suo libro. Le due signore non fecero una piega. Alla fine, complice un breve momento di quiete meteorologica, le signore andarono via. Non comprarono nemmeno una copia, quelle taccagne.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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8 risposte a Imperia: la presentazione

  1. wwayne ha detto:

    Parlare al vuoto (e a vuoto) è una situazione in cui mi sono trovato anch’io più volte quando lavoravo per una casa editrice. In questi casi bisogna consolarsi pensando che non è comunque tempo perso: infatti in quelle circostanze potrebbero comunque venire in mente dei nuovi modi per presentare il libro, magari più efficaci e accattivanti di quelli scelti per le presentazioni da 50 spettatori.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sono gli incerti del mestiere. Li vedo da scrittrice (ho avuto librerie piene e deserte) e da libraia (una volta, alla presentazione di un autore piuttosto noto, eravamo io, mio fratello e mia cognata! Altre volte invece non si entrava dalla ressa…) Le variabili sono molte, la notorietà dell’autore, naturalmente, la diffusione che l’evento ha avuto sui media, lo zoccolo duro di aficionados su cui la libreria può contare, e poi la stagione, il giorno della settimana, l’ora, il tempo…

    • wwayne ha detto:

      Ne aggiungerei un altro: la capacità dell’autore di sapersi vendere. Ad esempio, nella mia casa editrice ne avevamo uno che sapeva improvvisare delle battute fulminanti: di conseguenza aveva un gruppo di appassionati che lui non conosceva personalmente, ma che lo seguivano a tutte le sue presentazioni. Ovviamente, era anche uno dei pochi che alla fine della presentazione vendeva sempre le copie del suo romanzo.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ma, guarda, io credo di essere abbastanza brillante, anni di lavoro nella scuola mi hanno insegnato a raccontare e a sdrammatizzare anche gli argomenti più tosti con una battuta… solo che davanti al deserto puoi essere divertente quanto ti pare… non è che la gente accorrerà dalle strade vicine al sentire le tue battute!

    • wwayne ha detto:

      Le assicuro che non voleva essere una velata critica o accusa nei Suoi confronti. Come ha detto anche Lei, ci sono tanti fattori che influenzano l’andamento di una presentazione, a prescindere dalla brillantezza dell’autore. Grazie per la risposta! 🙂

  4. Mi dispiace per l’inconveniente meteorologico, l’alerta meteo e così le previsioni meteo, mi sconfinferano sempre di meno, chissà se vi sono uffici segreti in cui premono i pulsanti per fare o non fare piovere e si divertono a portare sfortuna a me ed ai miei amici?
    Se è allegra pioggia di quelle che liberano il ciel azzurro e fan splendere le stelle allora è importante esserci nel momento giusto, quelle sincronie magiche di chi è in armonia con la Vita, la Natura, la Morte che fan sì che quando vuol scendere la pioggia, si è in casa…

    Buongiorno, buon lavoro! ❤ … ❤

  5. marisasalabelle ha detto:

    Bisogna considerare che la Liguria è molto fragile e soggetta a piogge eccessive, frane e allagamenti… quindi posso capire le autorità locali se eccedono in prudenza

  6. Paola Bortolani ha detto:

    Sono ligure anch’io e mi sono divertita a leggere la tua avventura. L’horror vacui spaventa un po’, ma è da mettere in conto

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