Extraterritorialità

Mattina. Alle sette il cielo è azzurro, completamente sgombro, promette finalmente una bella giornata. Tra le sette e le nove fa in tempo a riempirsi di nuvole. Tira un vento ghiaccio: per uscire mi metto un mio cappottino leggero, e una sciarpa di seta, perché mi vergognerei a indossare un cappotto invernale e una sciarpa di lana. Però ho freddo. Anche in libreria fa freddo, è un antro cavernoso dove il sole non entra, ma se anche entrasse, questo gelido sole di maggio, non farebbe differenza. Persino all’una, quando torno a casa, sento il vento sibilare e il gelo intirizzirmi le braccia.
Ma il mio microscopico terrazzino sul retro gode di extraterritorialità. Qui il sole batte e il vento non arriva. Seduta sulla sdraio chiudo gli occhi a fronte di tanta luce e godo sentendo il mio viso arroventato dal calore.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Extraterritorialità

  1. Speranza ha detto:

    Che bellezza! Ho un angolino che potrebbe fare al caso mio per le serate estive. Prima o poi arriverà l’estate, vero?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Verrà, verrà! DEVE venire!

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