Un bell’effetto

Non fa proprio un bell’effetto, no, la foto di Salvini arrampicato sulla torretta, circondato da rotoli di filo spinato, che guarda tutto intento nel binocolo, a fianco del suo amico del cuore Viktor Orbán. Quei due simpatici signori stanno proteggendo i nostri confini da tanta, troppa gente indesiderata. Siccome, nonostante siano già tre anni che sono in pensione, mi sento ancora una professoressa di storia, voglio tenere qui una piccola lezione.
Hitler non intendeva sterminare gli ebrei, almeno, non fino al 1942. Li voleva solo mandar via. La Germania doveva essere judenrein: ripulita dagli ebrei. Il suo problema era che, più territori occupava nella fase trionfante della guerra, più ebrei si trovava a dover gestire. In Germania ne aveva meno di 500.000, in Polonia, tanto per dire, erano già tre milioni. Che fare? Si pensò di mandarli tutti in Madagascar, ma il progetto si rivelò inattuabile. Si decise allora di concentrarli tutti nella parte orientale della Polonia, il cosiddetto Governatorato Generale. Ma sarebbe stato necessario prima sgomberare i non ebrei da quella regione, poi deportarci tutti gli ebrei… complicato… così si fece strada l’idea che non restava che ammazzarli tutti. Complicato lo stesso, ma si poteva fare, aggiungendo semmai qualche altra etnia o categoria di indesiderabili, come i Rom, gli omosessuali, i Testimoni di Geova. I risultati sono noti a tutti.
Morale della favoletta? Nessuna. Solo i turbamenti di una vecchia prof.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Un bell’effetto

  1. wwayne ha detto:

    E il discorso dal balcone di Forlì secondo Lei è stato un calcolato richiamo al fascismo, oppure Salvini non si è neanche reso conto che stava replicando le modalità comunicative di Mussolini?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Molti degli atteggiamenti di Salvini e molte delle parole che dice sono citazioni mussoliniane. L’unica cosa che il duce non faceva era di mostrarsi mentre si abbuffava, cosa che invece a Salvini piace un sacco

    • wwayne ha detto:

      Gli piace anche parlare di Milan. E lo fa per lo stesso motivo per cui ci fa sapere ciò che mangia (piatti rigorosamente poveri): vuole dare l’impressione di un politico vicino alla ggente, che potrebbe mangiare caviale e champagne e invece addenta un panino col salame, che potrebbe andare alla prima della Scala e invece preferisce farsi un bel birrozzo davanti alla partita. In un periodo storico di rivolta della popolazione mondiale contro le caste e le élites, per un politico è fondamentale annullare la distanza tra le istituzioni e i cittadini, e mostrarsi il più possibile un “uomo del popolo.” Agli occhi dell’italiano medio un post del tipo “Stasera tortelli di zucca!” rimane molto più impresso di qualsiasi dato sullo spread.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Certo, lo so. Ma c’è il rischio che la stella di Salvini si appanni… sta calcando troppo la mano, ogni giorno ne inventa una, e rischia l’effetto Renzi

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