La mia anima

A cena con amici e conoscenti, capita che ti ritrovi infilata in discussioni che non vorresti mai fare. Capita che ti senti improvvisamente fuori posto, come se la tua fosse l’unica voce dissonante in un coro unanime, a commentare una realtà che solo tu non vedi, con la tua ingenuità e il tuo buonismo da borghese di sinistra, che guarda il mondo dalla sua favolosa terrazza ai Parioli. Peccato che il mio sia solo un terrazzino che dà sul retro di una serie di modeste villette a schiera, alla periferia di Pistoia.
«I giornali certe notizie non le danno! Io lo so, perché il mondo del giornalismo lo conosco bene! E vi dico che certe cose si vogliono coprire!»
«Tipo?»
«Tipo, che se un rom picchia un italiano, sui giornali la notizia non ci arriva neanche, perché dei rom è proibito parlar male!»
«Strano, a me sembrava diversamente… tipo che i crimini commessi da rom o da immigrati venivano enfatizzati…»
«Enfatizzati? Vengono insabbiati, ti dico. Per una certa stampa zingari e clandestini sono degli angioletti!»
«Avrei giurato il contrario. Solitamente se un immigrato o un rom commette qualche reato viene massacrato dalla stampa e dalla TV, per non parlare dei social, mentre analoghi crimini commessi da italiani ricevono minore attenzione.»
«Ma tu che cosa leggi, scusa?»
«Io leggo Repubblica, ma cerco di informarmi anche su altre testate che consulto su internet. Cerco di farmi un’idea delle cose, non da professionista, certo, da normale cittadina.»
«Lo leggi Libero? La leggi La verità?»
«No. Son giornalacci. Mi bastano i titoli che sparano.»
«Eh, ma se ti fermi ai titoli! Io, guarda, voglio andare fino in fondo alle cose, non m’importa che la gente sia bianca o nera, di destra o di sinistra. Tu invece sei condizionata dai tuoi pregiudizi, da quello che ti hanno portata a pensare quei radical chic di Repubblica.»
«Non penso di essere condizionata da pregiudizi. So bene che talvolta rom e immigrati si rendono responsabili di reati, del resto è un dato storico che le classi marginali sono facilmente coinvolte nella piccola criminalità. E non dimentichiamoci che in Italia i reati sono in calo da anni, lo dicono i dati dello stesso ministero dell’Interno.»
«I dati? E tu credi ai dati? Ma è chiaro che sono truccati! Perché non si vuol far sapere alla gente quello che succede realmente! Ma scusa, tu hai mai subito un furto? Sei stata scippata, i ladri sono mai entrati a casa tua?»
«Sì, mi è successo. Ma non per questo ho venduto la mia anima.»
L’ultima frase, quella con cui avrei voluto concludere la conversazione, non l’ho mai pronunciata, beninteso. Non sono da me, certe sortite melodrammatiche.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a La mia anima

  1. Speranza ha detto:

    Che fatica! Non si può argomentare con certa gente!

  2. marisasalabelle ha detto:

    Infatti, è fiato sprecato (e loro penseranno lo stesso di me)

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