Damanhur

Se cerchiamo Damanhur su Wikipedia possiamo leggere che si tratta di una autodefinita Federazione, i cui membri sono chiamati cittadini, situata nel paese di Valdracco, in Piemonte, poco distante da Torino. Federazione? Cittadini? Ma Valdracco è in Italia o fa parte di un altro Stato? Se poi ci informiamo meglio, per esempio sul testo Nella setta di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, possiamo apprendere che Damanhur non è altro che una delle molte sette che pullulano in Italia. Damanhur è una specie di repubblica a sé, un idilliaco paesino di montagna dove si praticano l’agricoltura e l’artigianato e ha luogo un notevole flusso turistico: hanno una propria Costituzione, una propria moneta, proprie regole e hanno persino inventato il matrimonio a tempo. Ogni membro di Damanhur cambia il proprio nome assumendone uno che contenga in sé un elemento animale e uno botanico: Falco Tarassaco, il fondatore, ne è un esempio. Non è difficile essere affascinati da una setta, da quello che ti propone al primo impatto: vita comunitaria, un pizzico di filosofia orientaleggiante, esperienze ricche di pathos e quel famoso love bombing, la bomba d’amore, che accoglie coloro che si avvicinano a questo genere di movimenti e li fa sentire amati e apprezzati. Solo in seguito emergono gli aspetti negativi del vivere in una setta: sfruttamento economico e del lavoro, molestie, abusi, violenza. Uscire da una setta è molto più difficile che entrarci perché scatta una serie di ricatti affettivi, psicologici ma anche banalmente materiali. Ma c’è chi riesce a tirarsene fuori e racconta cose raccapriccianti.
Per questo sono saltata sulla sedia quando ho letto che la sezione soci Coop di Pistoia aveva organizzato una conferenza dal titolo Il mondo delle piante, la cui relatrice sarebbe stata «Tigrilla Gardenia, ingegnere del suono, ricercatrice e cittadina della Federazione di Damanhur.» Cioè, fatemi capire, la Coop invita a tenere una conferenza un’esponente di una nota setta? Insieme a una mia amica sono andata a parlare con la presidente della sezione soci di Pistoia, Paola Birindelli, la quale è cascata dalle nuvole, dichiarando di ignorare l’esistenza di Damanhur e garantendo che nel corso dell’incontro si sarebbe parlato solo di piante. Non è questo tuttavia il punto: è noto infatti che le sette usano presentarsi al pubblico sotto un aspetto accattivante, tramite conferenze, mostre e altri eventi culturali, e che col pretesto di informare su ulteriori attività riescono a ottenere indirizzi e contatti degli ignari partecipanti.
«La Coop non darà nessun indirizzo di soci a nessuno!» ha risposto indignata la presidente e nonostante abbiamo insistito nell’esprimere perplessità non ha desistito: l’incontro si sarebbe tenuto e sarebbe stato interessantissimo. A noi è rimasto un retrogusto amaro nel constatare che la Coop non aveva problemi né ripensamenti nel farsi carico di un’iniziativa tanto discutibile.
Concludo citando il noto slogan: la Coop sei tu, chi può darti di più?

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Damanhur

  1. wwayne ha detto:

    La signora mi sembra una delle tante persone totalmente incapaci di ammettere di aver torto: e infatti, come tutte le persone di questo tipo, preferisce perseverare nell’errore e portarlo avanti a tutti i costi piuttosto che ammetterlo.

  2. Sara Provasi ha detto:

    Avevo visto un documentario su di loro, assurdo °_°

  3. marisasalabelle ha detto:

    Sì, queste sette hanno tutte qualcosa di assurdo e stravagante, ma ciò che è grave è che dietro questa facciata bizzarra ci sono persone sfruttate, ci sono violenze di ogni genere e abusi sessuali, e soprattutto tanti, tanti soldi.

  4. Gufo a molla ha detto:

    Non sapevo niente di questa setta. Ma l’evento deve ancora svolgersi? In caso facci sapere se scopri come è andata, se ti va ovviamente.

  5. marisasalabelle ha detto:

    L’incontro ha avuto luogo sabato scorso, io però non ci sono andata perché avevo già un altro impegno, perciò non so come si sia svolto. So però che oltre alle rimostranze mie e della mia amica ce ne sono state altre.

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