“Piccoli eroi”

Il terribile attentato sul pullman degli scolari non ha, per fortuna, mietuto vittime. E questo grazie, come è noto, al coraggio e allo spirito di iniziativa di alcuni dei ragazzi sequestrati. In questi giorni sui giornali non si fa che parlare di “piccoli eroi” e la mia mente va inevitabilmente a certi romanzi per ragazzi che andavano di moda quando ero bambina: Piccoli eroi, Piccoli martiri, storie edificanti che leggevo d’un fiato, ignara della carica ideologica che li pervadeva. Quando sono diventata più grande la mia professoressa di filosofia mi ha insegnato una frase di Bertolt Brecht: Beato il paese che non ha bisogno di eroi. Oggi invece a quanto sembra eroi e martiri si sprecano e a me sembra di essere tornata indietro nel tempo, e non lo dico con nostalgia per i bei vecchi tempi, ma con lo stupore di chi è cresciuta pensando altre cose.
Premetto che condanno “senza se e senza ma” (un’espressione che mi sembra abbia inventato Walter Veltroni e che ho sempre trovato stucchevole) l’attentatore e apprezzo enormemente il coraggio e l’intraprendenza di quei bambini. Non è questo il punto. Il punto, per esempio, sta nella proposta di concedere la cittadinanza a quel ragazzino che ha telefonato per dare l’allarme, un ragazzino nato e vissuto in Italia, che dovrebbe essere cittadino italiano per diritto, e non perché è un eroe, non per graziosa concessione dei regnanti. Mentre propone di fare del piccolo eroe un cittadino italiano, Di Maio, per non rischiare di essere tacciato di buonismo, ribadisce il suo no allo ius soli, espressione che impropriamente è stata usata nella scorsa legislatura per parlare di una cittadinanza per nascita, ma attenuata da una serie di requisiti. Non sia mai detto che dei ragazzi nati e vissuti nel nostro Paese, che hanno frequentato le scuole italiane, che fanno il tifo per le squadre italiane, siano insigniti della cittadinanza italiana! Al massimo, se proprio si comportano da eroi… altrimenti, nisba!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a “Piccoli eroi”

  1. Speranza ha detto:

    A quanto pare non serve neanche essere eroi.

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