Prima che te lo dicano altri

io e marino

Prima che te lo dicano altri, Marino Magliani, Chiarelettere, 2018

Siamo a Sorba, un paesino della Liguria occidentale, nell’estate 1974: Leo, un bambino di otto anni, grasso, sgraziato, è stato rimandato in italiano e la mamma decide di mandarlo a ripetizione da un giovane argentino che vive in una villa in paese. Leo, solitario, bersaglio delle prese in giro di bambini e adulti per il suo aspetto fisico, per la bocciatura subita e per essere “sensa paie”, senza padre, trova in Raul Porti un mentore e un amico. Il giovane non si limita a dargli lezioni, lo obbliga a fare ginnastica, gli insegna a nuotare, gli insegna la tecnica dell’innesto. Ma alla fine dell’estate Raul parte per l’Argentina: promette al ragazzino di tornare presto, ma non metterà più piede in Liguria.
Leo diventa un adulto, rimane a Sorba, tra lo stesso costone di montagna che si trasforma sull’onda dell’urbanizzazione sfrenata, gli stessi compagni d’infanzia che col tempo diventano i suoi soli amici: fa il bracconiere, mette trappole, coltiva un po’ di terra. È apparentemente un bonaccione, un uomo semplice, incolto, ma affiora a tratti nel romanzo, fino a rivelarsi brutalmente nelle pagine più intense, una propensione alla violenza, legata forse alla sua attività di cacciatore, unita a una totale mancanza di scrupoli. Non ha una donna, una famiglia, anche la madre è morta, non senza avergli confidato un importante segreto, «prima che te lo dicano altri.»
Sono passati 50 anni da quell’estate, siamo in un futuribile 2024. Leo ha due chiodi fissi: comprare la villa di Raul Porti e andare in Argentina a cercarlo. Sarà ancora vivo? Di lui non si hanno notizie da anni e c’è chi pensa che sia una vittima del regime che ha imperversato negli anni ’70, un desaparecido. Inizia così un’avventurosa ricerca da parte di Leo, non priva di pericoli e di violenza. Chi è realmente Raul Porti? È vivo o morto? E Leo riuscirà a rintracciarlo?
Un romanzo diviso nettamente in due parti: la prima descrittiva, tutta imperniata sul paesaggio ligure nelle sue asprezze e nel suo implacabile andare in rovina, sull’infanzia del protagonista, sul formarsi del suo carattere ombroso e “malriuscito”, la seconda, al di là della “pozzanghera” (che sarebbe poi l’Oceano Atlantico) diventa un film d’azione, con scene avventurose, combattimenti e fughe. Anche il linguaggio cambia, lirico nella prima parte, ma anche puntuale e specialistico nella descrizione delle tecniche di innesto (passione condivisa da Raul e da Leo) e di piante storte, deformi, morte o moribonde, malate; asciutto e veloce nella seconda parte, venato di parole e inflessioni argentine. Una scrittura magnifica, una storia densa e avvincente, tanti temi su cui riflettere, e poi c’è Marino, che da solo vale la deviazione!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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4 risposte a Prima che te lo dicano altri

  1. tachimio ha detto:

    Ottima recensione. Invoglia a leggere il libro. Complimenti. Isabella

  2. marisasalabelle ha detto:

    Grazie! Il libro è davvero bello, avvincente e benissimo scritto

  3. marino magliani ha detto:

    Grazie.

  4. marisasalabelle ha detto:

    È un piacere, caro Marino! Grazie a te!

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