Clint

A 88 anni, Clint Eastwood non è più l’ispettore “Dirty Harry” Callaghan e nemmeno l’enigmatico, taciturno cowboy che sorprendeva tutti mostrando, sotto il poncho, un rudimentale giubbotto antiproiettile. Ora è un vecchio magro e curvo dalla faccia completamente ricoperta da un reticolo di rughe. Ma per noi è sempre il mitico Clint, quello che aveva solo due espressioni facciali, col cappello e senza cappello, e nella mia famiglia, quando ci troviamo in macchina dietro a qualcuno particolarmente lento o titubante, abbiamo l’abitudine di urlare: «Deciditi, bestia!», come disse Callaghan a quel criminale che non si decideva a sparare per primo.
The mule, il suo nuovo film, è la storia di un uomo che ama più di ogni altra cosa i gigli che coltiva nella sua serra e il circolo dei veterani che frequenta nel tempo libero. Trascura la sua famiglia al punto di perdere l’affetto della moglie e della figlia, al cui matrimonio non si è fatto vivo. E lei non l’ha perdonato. Un bel giorno l’azienda di Earl fallisce e lui si trova senza lavoro: l’unica cosa che sa fare è guidare il suo pick up e così, quasi per caso, diventa un corriere della droga. Gli piace guidare a lungo ascoltando la radio e cantando, non ha mai preso una multa in vita sua, nessuno sospetta di lui, un vecchietto dall’aria innocua. A parte qualche screzio coi suoi supervisori, tutto andrebbe per il meglio se sua moglie non si ammalasse gravemente…
The mule non rientrerà forse tra i capolavori della storia del cinema, ma è divertente e intriso di buoni sentimenti. Perché si sa che il vecchio Clint, apparentemente un duro, in realtà ha il cuore tenero come il burro. E anche a 88 anni fa sempre la sua figura.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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14 risposte a Clint

  1. wwayne ha detto:

    Come ho accennato nei commenti al mio ultimo post, a mio giudizio i pregi di questo film sono soprattutto 3: l’assenza di tempi morti, l’esaltazione della famiglia e la sua deliziosa ironia.
    Mi ha colpito molto il primo pregio, perché il ritmo sostenuto è una virtù sempre più rara nei film di oggi: su 2 ore di durata, almeno mezz’ora complessiva di noia te la becchi quasi sempre. Qua invece la storia marcia a cento all’ora dal primo all’ultimo minuto, senza neanche un momento di pausa.
    Anche l’ironia di Clint, sempre intelligente e mai volgare, è senza dubbio lodevole; tuttavia, delle 3 qualità che ho elencato è l’esaltazione della famiglia quella che ho apprezzato di più. A mio giudizio è anche la più necessaria in un periodo storico come questo, in cui al valore della famiglia si presta un’attenzione pressoché nulla. Per fortuna ci sono ancora degli artisti come Clint, che sfruttano la loro influenza sul grande pubblico per lanciare il messaggio che invece la famiglia conta eccome, anzi forse è l’unica cosa che conta davvero.

    • marisasalabelle ha detto:

      Ti segnalo un interessante articolo di Claudio Piersanti, a dir la verità un po’ critico su questo film, ma non sul grande Clint, che definisce “un cavaliere solitario, deluso dall’amore e da tutti, amico di nessuno ma con un grande, ruvido cuore, protetto come sempre da un’impenetrabile lastra di piombo.”
      https://www.doppiozero.com/materiali/clint-il-colpevole

      • wwayne ha detto:

        L’articolo esordisce rivelando il finale del film: già solo per questo, glielo confesso, ero tentato di interrompere la lettura già dopo i primi 5 righi. Alla fine però ho deciso di continuare, ed effettivamente ci ho trovato qualche spunto interessante. Ad esempio, non avevo mai riflettuto sul fatto che Clint, come altri grandi attori (da John Wayne a Stallone), alla fin fine interpreta sempre lo stesso personaggio, cioè se stesso. E a noi va benissimo così! 🙂 Grazie per avermi segnalato l’articolo! 🙂

  2. Silvia Lo Giudice ha detto:

    Non tra i migliori di Clint ma un grande film di Clint e, soprattutto, con Cilnt che invecchia da titano.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Pienamente d’accordo!

  4. Harley ha detto:

    Clint è Clint

  5. Sara Provasi ha detto:

    Interessante, è tra i prossimi che vorrei vedere! Di lui mi è rimasto impresso il film Changeling!

  6. marisasalabelle ha detto:

    Ma lo sai che non sapevo che Changeling fosse di Eastwood?

  7. lapinsu ha detto:

    Clint è un maestro, non si può discutere.
    A mio parere questo è il suo film migliore del decennio perchè attraversato da una emotività di rara delicatezza che rende il personaggio di Earl terribilmente umano. The Mule è una storia semplice che però aiuta a riflettere a guardare lontano: una boccata d’ossigeno pure.
    PS: ne ho scritto anche io una recensione. Spero possa piacerti!!!!

  8. marisasalabelle ha detto:

    Sono davvero onorata… 😉

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