Sulla banchina

Stazione di Pescia, cinque del pomeriggio. Poca gente sulla banchina, due donne si scambiano informazioni sui treni in arrivo e sui relativi ritardi.
«Il mio ha un ritardo di dieci minuti.»
«Il mio dovrebbe essere in orario, se Dio vuole.»
«Eh, purtroppo su questa linea i ritardi sono all’ordine del giorno!»
«Perché poi, io odio stare qui sulla banchina ad aspettare…»
«E ci credo! Ci son certe persone…» si guarda intorno circospetta. «Dei neri…»
«Non me lo dica, c’è da aver paura!»
«Alcuni sono anche bravi…»
«Per l’amor di Dio, certo! Non voglio mica dire…»
«Ma non mi va tanto star qui ad aspettare se ci son loro a giro. Non si può mai sapere…»
«Specie la sera, quando è buio!»
«Menomale, le giornate stanno allungando…»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Sulla banchina

  1. wwayne ha detto:

    L’ultima volta che ho sentito qualcuno chiacchierare sulla panchina è stata quest’Estate, mentre ero in vacanza in Liguria. Una nonnina si confrontava con dei suoi coetanei sulla questione migranti, e diceva che capiva le motivazioni di Salvini, ma non poteva sopportare di vedere tutte quelle persone lasciate con il fiato sospeso in mare per giorni e giorni. Gli altri anziani sono rimasti in silenzio, e la mia impressione è che si trattasse di un silenzio assenso.
    Mi ha piacevolmente stupito che una voce a favore dei migranti si fosse alzata in una regione come la Liguria, che da questo problema è stata toccata più di altre: infatti ormai da anni i migranti provano ad entrare in Francia passando per Ventimiglia, vengono puntualmente respinti al confine e quindi da lì si sparpagliano per tutta la regione. Era un problema già presente quando ci lavoravo, e ogni volta che ci torno vedo che la situazione non è cambiata di una virgola. Eppure c’è ancora chi, anziché provare insofferenza per l’altissima concentrazione di migranti nella sua regione, mantiene nei loro confronti un atteggiamento di apertura e di umana empatia. Io sono un po’ meno tenero sulla questione (pur senza arrivare ai livelli di Salvini), perché appena sento parlare dell’argomento mi tornano sempre in mente le sbruffonate di Bello Figo e le frasi stucchevoli e piene di melassa della Boldrini; tuttavia, davanti all’umanità della signora (e al coraggio che ha dimostrato esprimendo pubblicamente un’opinione impopolare) ho provato grandissima ammirazione.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Proprio all’opposto delle mie donnine… stazione che vai, banchine che trovi

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