Diba o della normalità

Diba è un simpatico ragazzo di diciotto anni. Non è colpa sua se il suo nome suona simile a quello di un testa di cavolo di un uomo politico che non amo particolarmente. Viene dal Gambia, ha fatto un lungo viaggio per arrivare in Italia, ha fatto molte tappe prima di approdare qui, a Pistoia. Non è per niente palestrato, è esile, coi capelli corti di un improbabile color rossiccio. Parla molto bene l’italiano, un po’ meno bene lo legge e lo scrive, vuole impararlo meglio per avere più chance di trovare lavoro e anche, dice, per interesse culturale. Perché l’Italia gli piace, gli piacciono gli italiani.
«Tu hai figli?» mi chiede.
«Ne ho quattro.»
«Tutti maschi?»
«Due maschi e due femmine.»
«E sono sposati?»
«I maschi no, le femmine sì.»
«Peccato!»
«Perché?»
«Perché io vuole trovare bellissima fidanzata italiana.»
«Be’, anche se non fossero sposate, le mie figlie sarebbero troppo grandi per te…»
«Tu conosci altre ragazze?»
«Forse…»
«Allora io studia italiano, fa corso di computer, trova un buon lavoro e poi tu mi aiuti a trovare bellissima fidanzata italiana.»
«Mi sembra un’ottima idea, Diba.»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Diba o della normalità

  1. wwayne ha detto:

    Mi ha fatto sorridere la sua osservazione sul fatto che Diba “non è per niente palestrato”, perché è proprio così che gli elettori di estrema destra chiama i migranti: “i palestrati”, oppure “i Bello Figo”.
    Riguardo a Di Battista, ho visto il video che ha girato in macchina con Di Maio, e l’ho trovato inquietante. Di Battista aveva uno sguardo allucinato, se non l’avessi riconosciuto l’avrei scambiato per uno psicopatico o un drogato. A ripensarci adesso anche la foga che metteva nei suoi interventi parlamentari (dove spesso si agitava come un tarantolato) rivelavano una personalità, se non squilibrata, quantomeno tendente all’esagitazione più sfrenata. Nessuno stupore che al posto di Di Battista Grillo abbia scelto come suo robottino telecomandato Di Maio, più equilibrato, presentabile e rassicurante. Ma non per questo un bravo politico, anzi.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Be’, per questo l’ho scritto, no? Perché i migranti sono definiti “palestrati” da Salvini in giù.
    Di Battista è un vero demente, e ho detto tutto. Di Maio è un minus habens…

    • wwayne ha detto:

      Non è casuale la scelta di mettere delle figure inconsistenti come questi 2 a fare i frontmen del Movimento 5 Stelle: se Grillo avesse scelto un uomo forte tipo Salvini, col cavolo che quell’uomo forte ci stava a farsi telecomandare dalla Casaleggio Associati.
      Il “Suo” Diba invece è davvero molto simpatico: è una dote piuttosto rara, e sono convinto che lo porterà a fare breccia nel cuore di qualche italica pulzella anche senza il Suo aiuto. 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ho raccontato questo episodio perché mi ha colpito la sua “normalità” – anche se dietro la vicenda di Diba c’è il coraggio di un viaggio pericoloso e incerto, la sua aspirazione è a una vita normale, con studio, lavoro e una bella fidanzata, proprio come desiderano molti ragazzi italiani: e perché a lui deve essere negato ciò che per un italiano è giusta aspirazione? Solo perché l’italiano ha avuto la fortuna di nascere dalla parte fortunata del mondo? E credi, con tutti i guai e i problemi che abbiamo in Italia, siamo sempre dalla parte fortunata del mondo…

    • wwayne ha detto:

      Ah, questo lo so benissimo. Gli italiani sono maestri nel lamentarsi e nell’autodenigrarsi, quando invece avrebbero tutti i motivi per sentirsi fieri e fortunati nell’appartenere al nostro paese. Per fortuna c’è ancora chi riesce a capire la gran botta di culo che ci è toccata. Grazie mille per la piacevole conversazione, e buona giornata! 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Buona giornata a te, caro

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