In un pomeriggio piovoso

In un pomeriggio piovoso, che più piovoso non potrebbe essere, quattro gatti sbandati si incamminano verso piazza del Duomo. C’è un’iniziativa che coinvolge molti comuni in tutta Italia, si intitola L’Italia che resiste, ha un logo con tante mani alzate di tanti colori, e dovrebbe servire a dire che comunque c’è anche chi non è contento della piega che stanno prendendo le cose, col governo del cambiamento, io non mollo, è finita la pacchia e via dicendo. Sono le due, abbiamo ancora “le frittelle in gola”, come disse il mio preside tanti anni fa quando convocò il collegio docenti nel giorno di San Giuseppe, e sotto il loggiato all’inizio siamo in pochi, poi un po’ di più, poi ancora un po’ di più. Oh, non grossi numeri, giusto quanto basta per fare un girotondo intorno al palazzo comunale, per formare un cerchio tutto intorno alla piazza, per cantare Bella ciao, quella canzonaccia che a certa gente gli fa venire la pressione alta. Servirà a qualcosa? Non lo so. Forse solo a dire: eccoci, ci siamo, siamo quelli che non sono d’accordo.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a In un pomeriggio piovoso

  1. wwayne ha detto:

    In quest’epoca tutti possono sfogare la propria rabbia comodamente seduti sul divano, digitando qualche commento indignato su questo o quel social network. Di conseguenza provo profonda ammirazione per chi invece fa ancora la faticaccia di dedicare il proprio tempo ad una manifestazione, anche col gelo, anche con la pioggia, anche con la consapevolezza che potrebbe rivelarsi un flop. Lo dico da sostenitore entusiasta di questo governo, che a mio giudizio ha delle colpe a livello morale riguardo alla gestione dei migranti, ma per molti altri aspetti mi ha mandato in brodo di giuggiole fin dall’inizio.
    Sottolineo peraltro che, come ci insegna Machiavelli, non bisognerebbe mai giudicare un politico dal punto di vista morale: a suo giudizio infatti il primo obiettivo di un politico dev’essere quello di creare un governo stabile e uno stato sicuro per i suoi cittadini, e questo fine giustifica qualsiasi mezzo. Io non concordo totalmente con Machiavelli (perché ragionando in questo modo si finisce per giustificare anche delle atrocità imperdonabili), ma convengo con lui che giudicare moralmente un politico è un’operazione che ha senso fino a un certo punto, perché moralità e politica entrano in conflitto con estrema facilità: spesso ciò che è buono moralmente è pessimo politicamente, e viceversa.
    C’è da dire comunque che molti condannano l’operato di questo governo anche dal punto di vista politico oltre che morale: il PD, ad esempio, sbraita contro i gialli nei giorni pari e i verdi in quelli dispari. Ho l’impressione comunque che quel partito stia facendo opposizione un po’ a casaccio: ad esempio, il reddito di cittadinanza è una misura che più di sinistra non si può, quindi il PD su quest’argomento avrebbe dovuto dichiararsi d’accordo o tenere la bocca cucita. E invece Boschi e compagnia hanno fatto su di esso dei commenti sprezzanti, che rivelano in maniera molto chiara quanto il PD sia diventato un partito sempre più “d’élite” e sempre meno “di popolo.” E infatti il popolo di sinistra si è rivolto altrove.
    Mi scuso per essere andato ampiamente fuori tema: il filo dei miei ragionamenti mi ha portato molto lontano dal punto di partenza. Sono stato tentato di cancellare tutta la parte da Machiavelli in poi, ma poi ho lasciato tutto così com’era: ci ho messo molto tempo a pensare e a scrivere questo commento, quindi mi sarebbe dispiaciuto tagliarlo.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Conosco il pensiero di Machiavelli, da brava prof, e se gli riconosco grande lucidità e il merito di aver fatto chiarezza sul compito del politico, al di là dei facili moralismi, non sempre concordo con le sue conclusioni. Per me Machiavelli, oltre a essere uno scrittore straordinario e un uomo di intelligenza acuta e brillante, può aiutarci a capire “chi è” l’uomo di potere. Non è detto però che le sue ricette siano condivisibili. So bene che in politica un certo cinismo è necessario, ma non quando si va a giocare sulla pelle di persone innocenti, quando si fomenta coscientemente odio e malanimo, allora non sono d’accordo. E alla fin fine, cosa sta facendo di buono Salvini per il paese, oltre ad aver partorito un decreto sicurezza fortemente repressivo non solo per gli immigrati ma anche per gli italiani, e oltre ad aver costretto qualche centinaio di persone a bordo di navi per giorni e giorni? Forse questo suo comportamento ha portato qualche vantaggio a noi italiani? Non mi pare.
    Sul reddito di cittadinanza, il discorso sarebbe lungo, lo facciamo magari in un altro momento.

    • wwayne ha detto:

      Sicuramente non mancheranno le occasioni. Rimanendo in tema di politica, anche la mia ex beniamina ha adottato l’espressione “marcire in galera”…

  3. Nessuno ha detto:

    Anche io sto nei pressi di Tristoia 🙂 Non penso che ritorneremo ai periodi bui. I tempi sono cambiati e le persone sono troppo divise.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Non mi piace questo nomignolo… in fondo amo la mia città! Che cosa intendi per “periodi bui”? Questo è già un periodo abbastanza buio, sotto molti aspetti!

  5. almerighi ha detto:

    mettersi in cerchio e cantare “Bella Ciao” è stare assieme per dire la propria

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