Le zie

Le zie erano tre. Erano molte più di tre, in realtà, se si contavano anche quelle dell’altro ramo e le zie acquistate. Ma le vere zie, per me, sono sempre state tre. Piccole, magre, brune, non erano delle bellezze, ma simpatiche e divertenti. Zia Terry era la più grande e la più minuta, tanto che era soprannominata Pis’e olia, Seme d’oliva. Aveva il mento sfuggente e un grande neo sul collo che lei chiamava il neo della bellezza. Zia Terry era un modello di emancipazione, aveva studiato per assistente sociale, viveva da sola a Milano o a Borgio Verezzi, portava un’acconciatura molto simile a quella di Marge Simpson. Zia Rosaria era la più giovane, aveva sposato un tipo eccentrico che indossava sempre il papillon, teneva gli sci accostati alla porta d’ingresso e nella stanza dei ragazzi un aquilone, troppo grande per uscire dalla porta o dalla finestra. Poi c’era zia Anna, la campionessa di mezzofondo, stakanovista degli allenamenti, strenua masticatrice di sedani e finocchi crudi.
Di lei conservo alcuni ricordi indelebili legati alla mia prima infanzia. In una di queste istantanee mi annuncia, seduta sul water, la morte di Fred Buscaglione, cantante che amava in modo particolare. Mi sembra di essere lì, in quel bagno stretto e lungo come un corridoio, e di vederla mentre strappa un foglio di carta igienica: «È morto Fred Buscaglione!» Eppure, se controllo i dati su Wikipedia, mi accorgo che la morte di Buscaglione risale al 3 febbraio 1960: l’anno mi torna, avevo cinque anni non ancora compiuti, conoscevo Eri piccola… così, adoravo Che bambola! e ancora non ero in grado di apprezzare la bellezza di Guarda che luna. Ma febbraio? I nonni non si erano trasferiti in continente nel ’59? E io, non andavo a Firenze tutte le estati? L’estate, ma l’inverno no. Come potevamo essere insieme, io e zia Anna, nel febbraio del 1960? E il gabinetto in che casa era? Non in quella di via Azuni, dove lei non abitava più, non in quella di via della Pineta, dove abitavo io e dove la stanza da bagno non era lunga e stretta come un corridoio, non a Firenze… Sono buffi, i ricordi. Precisi, perfetti. E magari completamente sbagliati.
Zia Anna è stata l’ultima ad andarsene, delle tre zie. Addio, mia cara.

https://www.lanazione.it/firenze/sport/annamaria-fois-1.4365306

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Le zie

  1. giusymar ha detto:

    Bello questo spaccato di memoria.
    Trovo alcuni punti di similitudine con i miei di ricordi, certe immagini sono così vivide che sembra di poterle ritrovare al solo giro del capo, ed invece poi è un mondo fa e nemmeno così preciso.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, è proprio così

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