Il pelo nell’uovo

Per me, state tutti esagerando con la famiglia Di Maio. Sono brava gente, via! Il padre ha dichiarato 88 euro nel 2017? Poveraccio, si vede che gli affari vanno male. Speriamo che gli arrivi il reddito di cittadinanza. Ha assunto al nero alcuni lavoratori? Be’, siamo sinceri, chi non lo fa. E la ditta era intestata a sua moglie, che essendo professoressa nelle Scuola statale non poteva essere dirigente di un’attività imprenditoriale? Che sciocchezza! Tutte noi professoresse abbiamo sempre diretto ditte, io per esempio sono stata per anni titolare della Salabelle-Nardi S.P.A., specializzata nella produzione e nell’allevamento di esemplari di specie umana. E nessuno mi ha mai detto nulla! E gli abusi edilizi? Via! Due baracche e un carretto in mezzo al campo! I rifiuti? Qualche cartaccia buttata dai bambini. La verità è che c’è accanimento, ecco. Guardate il piccolo Luigi: tutte le estati andava a lavorare nella ditta di papà. Come? Ci è andato un anno solo, e non era nemmeno estate? E nel resto del tempo faceva il cameriere in una pizzeria, ovviamente in nero? Be’, ma voi state proprio cercando il pelo nell’uovo!

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Il pelo nell’uovo

  1. Lucy the Wombat ha detto:

    Che imbarazzo queste persone 🤦

  2. wwayne ha detto:

    Chiunque conosca anche solo superficialmente la realtà del Meridione sa benissimo che lì NESSUNO viene assunto con un regolare contratto di lavoro. Di conseguenza non mi stupisce che Di Maio abbia lavorato in nero, e anzi trovo ridicolo rinfacciarglielo: se avessimo avuto la sfortuna di nascere in quel contesto sociale, ognuno di noi avrebbe fatto esattamente come lui. E non per disonestà, ma perché l’alternativa era fare il bamboccione a vita, o addirittura finire sotto un ponte.
    Casomai mi stupisce che Di Maio attaccasse con quella veemenza il padre di Renzi, sapendo benissimo che anche il suo aveva degli scheletri nell’armadio. Chi di fango sul padre ferisce, di fango sul padre perisce…
    P.S.: Il lato più disgustoso di questa vicenda è il post con cui Di Maio ha preso le distanze da suo padre. Caro Di Maio, le poltrone passano, i genitori restano: forse non è stato un bell’affare sputare su tuo padre per rimanere incollato ad una pur prestigiosa poltrona…

  3. marisasalabelle ha detto:

    Anch’io ho pensato la stessa cosa: Meridione, lavoro nero, arte di arrangiarsi… non che non succeda anche al Nord o al Centro, ma al Sud indubbiamente certi sistemi sono molto diffusi, e lo dico in modo neutro, senza accusare: la situazione è molto complessa e sarebbe troppo facile per me esibire indignazione. Resta il fatto che la famiglia Di Maio spicca come una campionessa di quell’arte di arrangiarsi e di andare in culo alle regole, e allora dà fastidio ripensare all’arroganza con la quale il giovane Gigi si è sempre sciacquato la bocca con la parola onestà…
    In quanto al modo in cui ha scaricato suo padre, il ragazzo è un arrivista, un uomo assetato di potere, disposto a passare sopra a qualunque cadavere

    • wwayne ha detto:

      Forse quando il potere gli sarà scivolato via dalle mani si renderà conto dell’errore che ha commesso. “Quanto piace al mondo è breve sogno”, diceva Petrarca: se Di Maio avesse avuto la sua stessa consapevolezza, si sarebbe comportato diversamente.
      Comunque, il momento in cui perderà il potere potrebbe arrivare molto presto: proprio perché il M5S ha fatto dell’onestà la sua bandiera e la sua ragion d’essere, in quel partito basta molto poco per diventare un impresentabile. Lui stesso di recente ha detto chiaro e tondo che avrebbe buttato fuori la Raggi a calci in culo, se lei fosse stata riconosciuta colpevole. Ora i calci in culo potrebbero toccare a lui, e in tal caso credo proprio che Di Battista verrebbe richiamato dall’esilio volontario in Guatemala…

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