Una boccata d’aria

È una bellissima giornata di sole, l’aria è tiepida, spira una brezza gradevolissima. È la giornata perfetta per una passeggiata, e mentre cammino a passo svelto incrocio diverse mamme che spingono passeggini. Certo! Anche la mia pediatra me lo diceva sempre: i bambini devono stare all’aria aperta, portali fuori ogni giorno, anche se fa freddo, basta che non sia in corso un nubifragio. Mentre ricordo questi saggi consigli e rivedo me stessa intenta a spingere carretti per anni e anni di seguito, mi passa accanto una giovane madre. Ha il giaccone sbottonato, non porta guanti né sciarpa né cappello: per forza, c’è un clima primaverile. Il bambino in compenso è bardato come se dovesse affrontare un’escursione al Polo Nord: tutona imbottita, berretto, guanti, sciarpa. Non solo: il passeggino è sigillato da una capote di plastica trasparente che non lascia passare nemmeno il più innocente refolo. Dietro lo scafandro, il piccolo guarda il mondo, che deve apparirgli piuttosto circoscritto e sfocato.

«Ora si torna a casa, vero, amore?» gli sussurra la mamma  al di là della barriera plastificata. «Per oggi, la tua boccata d’aria l’hai presa!»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Una boccata d’aria

  1. marisasalabelle ha detto:

    superprotezionismo…

  2. wwayne ha detto:

    Non mi parli di refoli: viaggio abitualmente sui treni, e quando si aprono le porte gli spifferi di aria gelida mi colpiscono sempre in pieno viso. Non mi salvo neanche quando mi posiziono il più lontano possibile dalle porte: magari ci mette qualche secondo in più, ma lo spiffero mi centra comunque in pieno, con la stessa precisione e puntualità di un orologio svizzero.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Prova a usare la capote da passeggino… 😉

    • wwayne ha detto:

      Forse anche mia mamma l’ha usato quand’ero piccino, e così facendo non mi ha fatto abituare agli spifferi. O forse agli spifferi non ci si abitua mai, perché sono una delle cose più fastidiose in natura. Buona notte! 🙂

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