Benvenuti nell’Italia del futuro

Se penso al futuro dell’Italia, come sembra delinearsi in base a quanto viene annunciato, seppure in forma provvisoria e spesso contraddittoria, se penso a come il governo del cambiamento immagina di plasmare il nostro Paese, ecco cosa vedo.
Un Paese fiero della propria identità nazionale e religiosa. Crocifissi in ogni ufficio pubblico, presepi in ogni scuola. Coppie indissolubilmente unite, una straordinaria rimonta della natalità, famiglie numerose convertite all’agricoltura grazie alla generosa elargizione di appezzamenti agricoli, professionisti e operai convertiti alla coltivazione dei campi, madri intente esclusivamente alla cura dei pargoli, nessuna necessità di asili nido. Aborto e contraccezione saranno parole prive di significato; separazione e divorzio scompariranno dai nostri orizzonti.
I bambini delle scuole elementari indosseranno il grembiulino o (meglio) l’uniforme, gli adolescenti, finalmente liberati dall’inutile applicazione al latino, alla letteratura, alla filosofia e storia dell’arte, potranno dedicarsi alla propria trasformazione in manodopera docile e disciplinata. Nessuno avrà più dubbi sulla propria identità sessuale e di genere: basterà guardare dentro le proprie mutandine, se abbiamo il pisello siamo maschi e ci piacciono le femmine, se abbiamo la passerina siamo femmine e ci piacciono i maschi.
I disoccupati? Per loro c’è il reddito di sudditanza, che in un colpo solo li trasformerà in aspiranti lavoratori e cittadini di specchiata moralità.
I poveri? Non ce ne saranno più! La povertà è stata abolita!
Gli immigrati? Spariranno anche loro, dove non si sa. Le piazze, sotto il controllo delle forze dell’ordine, saranno vuote e tranquille, senza gli ambulanti con la loro merce tarocca, senza i contestatori a fare manifestazioni, senza mendicanti a importunare la gente e senza turisti seduti sugli scalini di qualsivoglia edificio o monumento.
Benvenuti nell’Italia del futuro. Ma… siete sicuri che vi piacerà?

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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11 risposte a Benvenuti nell’Italia del futuro

  1. lallaerre ha detto:

    la cosa ancora più drammatica è che c’è qualcuno a cui piace questo quadro che hai dipinto (apocalittico, ma realistico)

  2. marisasalabelle ha detto:

    Chiaramente io ho fatto un po’ una parodia, non credo affatto, solo per fare un esempio, che la natalità avrà un’impennata,con campo da arare o senza; però è vero, a molti l’idea di un ritorno al buon vecchio passato piace da morire. E l’idea di un Paese chiuso in se stesso, nella sua presunta purezza, ha molti sostenitori. Tuttavia penso che tra coloro che apprezzano il governo vi siano anche molte persone che non hanno ancora realizzato quanto reazionario sia il programma e quanto potrà peggiorare la loro situazione… spero quindi che molti si riscuotano dal loro sonno, in particolare le donne. Mi piange il cuore a pensare che solo poche decine di anni fa (e anche in tempi ancora più recenti) sono stati conquistati con fatica certi diritti che ora stiamo rischiando di perdere

  3. tramedipensieri ha detto:

    Non sembra vero che si possano fare un cambiamento in questo modo.
    Il cambio non è dato solo da questo governo ma dalla gente assente dalla realtà.
    Poveri noi…

  4. Tutto questo assomiglia molto ad un passato non troppo lontano…. la gente mi sembra talmente distratta dai media, quasi anestetizzata, da non dare peso alla realtà dei fatti

  5. marisasalabelle ha detto:

    Speriamo che si sveglino!

  6. wwayne ha detto:

    Le rispondo sui punti che mi interessano di più.
    Non credo che ci sarà una straordinaria rimonta della natalità. Questo perché molti italiani aspettano di raggiungere la famosa stabilità economica prima di mettersi a fare figli, non capendo che ormai è diventata un mito irraggiungibile, e quindi così facendo si condannano a non formare mai una famiglia. O a formarla quando ormai non hanno più l’età giusta per stare al passo dei loro figli.
    Se la separazione e il divorzio scomparissero dai nostri orizzonti sarebbe uno scenario da sogno, anche più della scomparsa del lavoro precario, altro male assoluto del nostro tempo. Non ho capito invece perché dovrebbe sparire la contraccezione: non mi risulta che il governo voglia limitarla in alcun modo.
    Riguardo al voler trasformare gli alunni in manodopera docile e disciplinata, questo passaggio epocale da una scuola che forma culturalmente ad una scuola che sforna lavoratori l’ha inaugurato il PD, non il governo gialloverde: al contrario, quest’ultimo è opportunamente tornato all’antico su questo punto, rendendo facoltativa l’alternanza scuola/lavoro.
    L’abolizione della povertà è stata una frase a effetto di Di Maio, che non si è reso conto del clamoroso autogol che ha fatto: da questo momento in poi ogni italiano povero sarà incarognito con lui, che aveva detto di aver abolito la povertà e invece… non si vedeva una dichiarazione così autolesionista dai tempi dell’imbattibile “Se perdo il referendum mi dimetto.”
    Comunque non ha citato quello che è forse il lato più bello del governo gialloverde: la costante ricerca della rottura con Bruxelles. Tra l’altro il governo sta portando avanti questo progetto in modo molto intelligente: invece di fare noi il primo passo uscendo dall’Europa, stiamo facendo una serie di provocazioni pesantissime nei confronti dell’UE, nella speranza che sia lei stessa a mandarci a quel paese. Facciamo un po’ come la moglie che, non avendo il coraggio di lasciare il marito, comincia a combinargliene una dietro l’altra, sperando che per l’esasperazione lui si decida a mollarla.
    In questo senso, uno dei momenti politici più belli della mia vita è stato senza dubbio quello in cui ho visto Angelo Ciocca togliersi la scarpa e lasciare una bella impronta di suola sui fogli di Moscovici. E’ esattamente questo l’atteggiamento che il nostro paese deve tenere nelle sue relazioni internazionali: dito medio all’Europa, sempre e comunque. Hanno seminato vento, adesso è giusto che raccolgano tempesta.

  7. marisasalabelle ha detto:

    Eh, sulla concezione che abbiamo delle politiche familiari abbiamo già discusso e siamo su posizioni differenti, io e te. Non rimpiango affatto i tempi in cui le coppie erano costrette a stare insieme a vita, perché non esisteva il modo di rompere il vincolo matrimoniale. Chi crede nell’indissolubilità del matrimonio o semplicemente chi è contento di stare col proprio coniuge per tutta la vita può continuare a farlo tranquillamente, ma non deve necessariamente costringere gli altri a fare altrettanto. Separazione e divorzio sono ormai diffusi in tutto il mondo e non vedo il vantaggio di tornare a una società in cui sono proibiti. È sbagliato pensare che le persone si separino per capriccio o indisponibilità al dialogo, chi lo fa, soprattutto in presenza di figli, ha solitamente delle serie ragioni. Poi esistono anche persone superficiali e sciocche, ma questo non deve diventare un pretesto per impedire a tutti di perseguire i propri obiettivi. Sarebbe come se si privasse la gente del permesso di guidare l’auto solo perché c’è chi lo fa male e causa incidenti.
    Il senatore Pillon è un cattolico integralista che ha in mente una vera controriforma riguardo a coppia, famiglia, diritti delle donne, e il ministro Fontana non è da meno. Io sono seriamente preoccupata per una perdita di ciò che le donne e le persone omosessuali hanno conquistato duramente, anche se in forma ancora incompleta, in tanti anni di lotta.
    Sulla scuola ti do ragione e tu che mi segui sai quanto poco sono stata tenera sulla sedicente “buona scuola”. Per il momento il nuovo governo ha rinviato di un anno alcune delle norme introdotte dalla legge 107, lesina soldi alla scuola e alla cultura e comunque propugna una visione del mondo in cui la cultura è sempre più irrilevante (anche in questo caso, preceduta da molti dei governi precedenti, non posso fare a meno di ricordare il ministro Poletti che esortava gli studenti a scaricare le cassette di frutta al mercato).
    Sull’Europa, il ragionamento sarebbe lungo. Sono d’accordo su una dura critica verso il modello europeo che ci è stato propinato, sono però anche fortemente contraria al nazionalismo esasperato, che non può portare che funeste conseguenze, a al cosiddetto sovranismo, una parola che basta a farmi vomitare.

    • wwayne ha detto:

      Sul termine sovranismo c’è tanta confusione e tanta disinformazione. Sovranista non è un sinonimo di razzista o nazionalista, ma indica una persona che si erge patriotticamente a difesa del proprio popolo, combattendo eroicamente contro i tentativi di schiavizzarlo, azzopparlo o dissanguarlo economicamente. Tentativi che nel nostro caso sappiamo bene da dove provengono: direttamente da Bruxelles.
      Sdrammatizzo un po’ il tono di questa conversazione dicendoLe che ho appena pubblicato un nuovo post, in cui racconto una mia esperienza molto importante e molto personale… spero che Le piaccia! 🙂

  8. marisasalabelle ha detto:

    È proprio questo che mi disgusta… sono sempre stata allergica a patriottismo e sinonimi vari. Letto il tuo romantico post… devi farti più intraprendente con le ragazze! 😉

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