Due giorni con Franzosini

Quando hai l’occasione di passare due giorni in compagnia di un uomo squisito, di una cultura straordinaria ma anche di un’affabilità e semplicità di modi incantevole, autore di libri uno più curioso e originale dell’altro, be’, è un’esperienza che non dimentichi. L’uomo in questione è Edgardo Franzosini e ho avuto l’opportunità di assistere a ben due presentazioni del suo ultimo lavoro, Grande trampoliere smarrito, di viaggiare in macchina con lui da Pistoia a Pisa e ritorno, di cenare in sua compagnia e di godermi la sua piacevolissima e eruditissima conversazione. Franzosini, come sa chi conosce i suoi libri, è un ricercatore di personaggi secondari, marginali, che nelle cronache e nella storia compaiono di sfuggita, e di cui lui ricostruisce la biografia, per poi riscriverla con grande scrupolosità e un pizzico di invenzione. Il mio preferito è Questa vita tuttavia mi pesa molto, fin dal titolo e dall’immagine di un fenicottero sulla copertina arancione.
Parlare con Franzosini mi mette in soggezione, sebbene lui sia di una cortesia e di un’affabilità eccezionali. Perché fino a qualche giorno fa mi reputavo una persona di buona cultura e una lettrice infaticabile. Be’, non è vero niente.
Prendiamo ad esempio Georges Simenon. Io di Simenon ho letto non dico tutto, perché tutto è impossibile, ma certo una buona parte della sua produzione. Dei suoi romanzi, Maigret e non, mi resta una grande nebulosa all’interno della quale fluttuano immagini di vie e vicoli parigini, osterie affollate di gente, interni di case, brume invernali, cittadine nordiche con relativi canali, e figure di uomini e donne, specialmente le donne coi loro corpi grossi e invecchiati, i vestiti fuori moda, una certa idea di decoro piccolo borghese, o i giovanotti spacconi, vagabondi, sempre alla ricerca di un posto dove fare il nido. Franzosini no: lui ricorda ogni titolo, il nome di ogni personaggio, la trama di ogni romanzo, i film che ne sono stati tratti, gli attori più o meno bravi che hanno recitato.
Prendiamo sabato sera a cena, dopo l’affollatissima presentazione del Grande trampoliere: Edgardo Franzosini e Paolo Albani (un altro soggetto che te lo raccomando), seduti uno accanto all’altro, parlano senza sosta di libri strani, curiosi, introvabili, che solo loro due, nel mondo, hanno letto. Cerco inutilmente di intervenire nella conversazione: non c’è nulla che possa dire, semplicemente perché non c’è nulla che conosca, di ciò di cui stanno parlando.
Una lettrice forte? Mah! Devo rivedere i miei standard…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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