Divani e sofà

Candidati al reddito di cittadinanza, date retta a me: se in casa avete un divano, anche vecchio e sgangherato, liberatevene quanto prima! Di Maio ha dichiarato guerra ai divanati e manderà ispettori a controllare: se trovano un povero seduto sul divano a guardare la televisione, magari con un’immorale bicchiere di birra in mano, lo sbattono in galera per sei anni! Mica scherzi…
Quelli però che hanno evaso le tasse fino a 100.000? 500.000? 1.ooo.ooo di euro? Per loro pace fiscale, e per chi ha truffato allo Stato 49 milioni…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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9 risposte a Divani e sofà

  1. wwayne ha detto:

    Di Maio è costretto a minacciare sanzioni draconiane per i furbetti, per il motivo che Le dicevo prima: se il reddito di cittadinanza verrà usato in maniera distorta e quindi diventerà un premio ai fannulloni, questo provvedimento gli si ritorcerà contro come un boomerang.
    Detto questo, per chi si professa tanto indigente da dover mendicare soldi dallo stato è realmente immorale bere un bicchiere di birra: un vero povero beve solo acqua di rubinetto, e fa economia anche su quella per non pagare una bolletta esagerata.

  2. marisasalabelle ha detto:

    No, non è l’indigente che mendica soldi dallo stato: è il Movimento 5 stelle che da anni blatera di reddito di cittadinanza! E poiché si tratta di una misura chiaramente improponibile per la nostra economia e per le nostre dissestate finanze, ecco cosa si inventano: il borsellino di Stato, cui si può accedere solo a determinate condizioni, che evapora se non lo spendi, che toglie dignità al cittadino, confinandolo nel ruolo di povero che deve fare acquisti da povero.

    • wwayne ha detto:

      Quasi tutti i bilanci statali sono dissestati: per le finanze pubbliche il passivo (anche pesante) è una condizione naturale. Per questo motivo, trovo inaccettabile dire che non si può fare questo o quello perché il bilancio è in passivo: se seguissimo questo ragionamento, allora non dovremmo fare più nulla di nulla, neanche far circolare gli autobus o far pulire le strade dagli spazzini.
      Detto questo, trovo inaccettabile anche il paragone con la Francia: è vero che Macron ha un deficit superiore al nostro, ma con dei debiti pregressi di gran lunga minori, ed è davvero truffaldino tacere su questo particolare che cambia totalmente le carte in tavola.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Nemmeno io sono contraria a investimenti in deficit, perché è impossibile per qualsiasi stato oggi avere il bilancio in pareggio. Il ragionamento del “buon padre di famiglia” che non compra il frigorifero se non può pagarlo sull’unghia non ha senso, sia perché non è vero, sia perché il paragone tra uno stato e una famiglia è improprio. Detto questo, però, il caso dell’Italia è delicato, perché ha un debito pubblico enorme, ed è stata molto sollecitata a intraprendere una politica di risanamento. Non approvo molto le politiche europee di austerità e rigore, ma so che l’Europa ci ha già concesso ampi margini e comunque, finché viviamo in un’economia di mercato, entro le regole del mercato bisogna comunque stare. Una di queste consiste nel non apparire eccessivamente inaffidabili… e noi purtroppo lo siamo!

    • wwayne ha detto:

      Viviamo in una fase di forte sollevamento popolare contro le élites e gli uomini di palazzo. Di conseguenza, qualsiasi iniziativa politica improntata all’austerity avrebbe l’effetto di un fiammifero in una polveriera. In questo momento la sola parola austerity è improponibile.
      7 anni fa non era così, e infatti Mario Monti poté mandare in porto dei provvedimenti molto impopolari (legge Fornero in testa) senza subire alcuna rivolta. La necessità di quei provvedimenti era ovvia (e infatti i premier che si sono succeduti tra lui e Conte non li hanno smantellati), ma a mio giudizio si dovevano trovare altre strade per tirar fuori quei soldi. Umanamente è stata una decisione mostruosa quella di lasciare tanti esodati nel limbo per anni interi, senza poter aspirare né alla pensione né ad una nuova occupazione.
      Detto questo, di Mario Monti conservo un ricordo globalmente positivo. Per la sua finezza, per averci fatto scampare la fine della Grecia e per un’altra ottima decisione per il nostro paese, quella di candidarsi alle politiche del 2013.
      Perché fu un’ottima decisione, mi chiederà? Cerco di spiegarglielo.
      A seguito di quelle elezioni si delineò per la prima volta la situazione di tripolarismo che sussiste tuttora: da una parte il PD, dall’altra Berlusconi, nel mezzo il Movimento 5 Stelle. A quei tempi il partito di Grillo era ancora estremista al massimo (era lontana la fase “moderata” inaugurata da Di Maio), quindi se fosse andato al governo 5 anni fa si sarebbe inaugurata una fase a dir poco giacobina per l’Italia. Ebbene, tutto questo non successe perché alle politiche del 2013 c’era anche un altro partito di centro a raccogliere i voti dei delusi di PD e Berlusconi: la Scelta Civica di Mario Monti. Quel partito ottenne un ottimo 9%, che se fosse andato in mano a Grillo gli avrebbe servito l’Italia su un piatto d’argento.
      Poi certo, alla fine il Movimento 5 Stelle ci è andato lo stesso al governo, ma quando è successo non era più pericoloso come lo era 5 anni fa. Purtroppo però è pericoloso il suo alleato.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Secondo me è pericoloso anche il Movimento, e la miscela tra i due letteralmente esplosiva!

    • wwayne ha detto:

      Anch’io non ho lesinato critiche al nuovo governo, ma la volontà degli italiani andava rispettata. Mattarella (palesemente incalzato da Bruxelles) ha provato in tutti i modi a trovare un’altra via, ma come Le dicevo prima è finita l’epoca in cui le decisioni venivano prese nei palazzi senza che il popolo facesse niente, e di questo Mattarella ha dovuto prenderne atto.
      Io invece questa nuova era la accolgo con favore, perché era proprio ora che il popolo tornasse sovrano anche di fatto e non solo sulla carta. E poi, anche se il governo voluto dal popolo non è il massimo, qualcosa di buono l’ha fatto (legge Fornero in testa).

  5. almerighi ha detto:

    eh, la vedo dura per gli artigiani di poltrone e sofà…

  6. marisasalabelle ha detto:

    Presto li metteranno fuori legge! 😀

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