Crocifissi per tutti

Qualche giorno fa il Consiglio comunale di Pistoia ha approvato la mozione di un consigliere della Lega per appendere un crocifisso alla parete della sala consiliare. “Un simbolo universale di libertà, uguaglianza e tolleranza”, così l’ha definito il consigliere Gori. Del resto, quale partito meglio della Lega rappresenta oggi in Italia gli ideali di libertà, uguaglianza e, soprattutto, tolleranza? E non è forse il ministro Salvini il primo a dare l’esempio, giurando sul Vangelo e brandendo il rosario, mentre invoca la chiusura dei porti, accusa le ONG di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, minaccia e querela Roberto Saviano, uno dei pochi intellettuali a cantargliene quattro, dirama circolari chiedendo restrizioni nell’accordo dei permessi di protezione umanitaria e invoca il diritto di sparare a chiunque entri nella nostra proprietà? Salvini è buono, lo dice da papà, manda baci e faccine sorridenti, mentre prepara una società da incubo. Ma anche Pistoia, la ex cittadella rossa, non scherza, espone il crocifisso mentre rinnega i diritti degli ultimi. Nel frattempo, in città sono praticamente scomparsi quei fastidiosi ambulanti, perlopiù di colore, che pretendevano di vendere ai bravi cittadini spugnette da cucina, calzini di spugna, accendini. Non avete visto come è migliorata la nostra città? Ora si può uscire tranquilli, nessuno ci importunerà più chiedendoci un euro o cercando di appiccicarci merce non richiesta. Dove sono finite queste persone? Chi lo sa. L’importante è che non ci infastidiscano più. E ora, crocifissi per tutti!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Crocifissi per tutti

  1. wwayne ha detto:

    Non è l’unica ad essersi indignata per la querela a Saviano. Ora, come ho già ripetuto diverse volte, per me Saviano è un eroe, e Salvini un politico che mi piace molto poco. Tuttavia, in questo caso specifico ad aver ragione è Salvini: nel momento in cui nomini un politico “ministro della malavita”, stai oltrepassando il limite che divide la critica (anche fortissima) dall’insulto, e quindi non ti puoi lamentare se la persona offesa decide di schiantarti una querela sul capo. Tra l’altro il limite tra fortissima critica e insulto lo conosco benissimo, perché anch’io mi sono trovato mille volte a camminarci sopra, e non l’ho mai oltrepassato. Saviano avrebbe dovuto porre la stessa attenzione a ciò che scriveva, anzi pure di più, perché le sue parole hanno un’influenza e una diffusione infinitamente maggiori delle mie.
    Riguardo agli ambulanti, capisco che facciano tenerezza, e ritengo che siano da ammirare per la loro scelta di provare a guadagnarsi il pane con dignità anziché mendicando o rubando; tuttavia, c’è da considerare che gli oggettini che compriamo da loro non li compriamo dai piccoli commercianti (che a differenza loro pagano le tasse), e quindi a livello economico è soltanto un bene se gli ambulanti sono spariti da Pistoia.

  2. marisasalabelle ha detto:

    “Ministro della malavita” è certamente un’espressione forte, ma non dimentichiamo che è stata usata da Gaetano Salvemini nei confronti di Giovanni Giolitti. Chissà se Giolitti lo denunciò… I politici, secondo me, devono stare al gioco: sono persone che si espongono, ed è giusto che ricevano critiche anche forti. Querelare un giornalista da parte di un Ministro dell’Interno per me è veramente giocare sporco.
    Quanto agli ambulanti, in realtà le cose che vendono non possono mandare in crisi i piccoli commercianti, si tratta di merci che solitamente la gente acquista al supermercato, e il volume d’affari degli ambulanti è veramente così esiguo da non rappresentare una concorrenza sleale verso nessuno. Come quando si accusa la Pizzeria del Rifugiato di don Biancalani di fare concorrenza alle pizzerie del centro… non ha senso, al Rifugiato ci si va per amicizia, per solidarietà, le pizzerie alla moda non ne subiscono alcun danno e continuano ad essere strapiene.
    Ma non è tanto l’aspetto economico che mi preoccupa,quanto questa ossessione del “decoro”, in base alla quale poveri, mendicanti, spacciatori di fazzolettini e di ombrelli danneggiano l’immagine della città e turbano la quiete degli onesti cittadini. Questo non posso accettarlo!

    • wwayne ha detto:

      Ah, su quest’aspetto sono totalmente d’accordo con Lei. E probabilmente ha ragione anche sul fatto che potrei aver sopravvalutato l’impatto negativo degli ambulanti sull’economia italiana: devo rifletterci sopra. Grazie per la risposta! 🙂

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