820 persone

820 persone si trovavano alla deriva in mezzo al mare, su imbarcazioni di fortuna. Venivano da diverse zone dell’Africa, avevano affrontato viaggi lunghi e irti di difficoltà, avevano investito tutti i risparmi in quel viaggio che avrebbe dovuto portarli in Europa. Fuggivano da guerre, povertà, regimi illiberali e persecutori. Una volta arrivati in Libia erano stati rinchiusi in carcere, ostaggi di quegli stessi trafficanti che avrebbero dovuto garantire loro l’imbarco verso l’altra sponda del Mediterraneo. Tenuti prigionieri a lungo, picchiati, torturati, obbligati a contattare le loro famiglie affinché racimolassero altri soldi da dare agli aguzzini, finalmente erano stati caricati su barche e gommoni e buttati al loro destino.
Fino a qualche giorno fa le imbarcazioni di fortuna, destinate a sicuro naufragio, venivano soccorse dalle famigerate navi delle ONG, ma di recente queste, screditate da una campagna diffamatoria che risale al precedente governo, sono state diffidate dall’intervenire troppo vicino alla costa libica.
Gli 820, è notizia di ieri, sono stati presi in carico dalla guardia costiera libica e riportati nel paese dal quale fuggivano. Sicuramente il loro futuro prevede nuova carcerazione, nuovi maltrattamenti e torture. Ecco il commento di Matteo Salvini: «Ringrazio di cuore, da ministro e da papà, le autorità e la Guardia costiera libica che oggi hanno salvato e riportato in Libia 820 immigrati, rendendo vano il ‘lavoro’ degli scafisti ed evitando interventi scorretti delle navi delle Ong.»
George Orwell, il bispensiero, la neolingua sono tra noi.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a 820 persone

  1. wwayne ha detto:

    E poteva andare peggio: Salvini avrebbe potuto tirar fuori un post sarcastico dei suoi, scrivendo qualcosa del tipo “Niente crociera per 820 turisti, che peccato…”

  2. Fabula_Rasa ha detto:

    Premettendo che il mio commento non ha nulla a che vedere con le ideologie politiche salviniane, vorrei far presente che, purtroppo, l’immagine di una precaria nave carica di speranza che accompagna disperatamente i profughi nella loro odissea in cerca di un futuro, non è sempre così come descritta dalle tue sensibili parole. Forse risulta ancor più tragica di quanto noi non osiamo immaginare. Tra i molteplici individui che sicuramente scappano da guerre e sofferenza, compaiono anche coloro che non hanno effetivo bisogno di asilo politico, poiché questi poveretti vengono rapiti dalle loro famiglie e minacciati di morte, seviziati e picchiati e costretti a salire su quelle imbarcazioni, contro la loro volontà, solo per arricchire il giro di soldi e di tangenti che gira intorno a questa vera e propria “tratta dei profughi”. Bisogna tener presenta anche questo lato oscuro di questa precisa realtà. Ne ho sentite di testimonianze simili da gente proveniente da quelle zone. L’aiuto umanitario è sicuramente un dovere etico e morale di ogni cosmopolita, ma quando la situazione degenera e si fa pesante bisogna combattere anche i rischi che apporta a discapito, purtroppp, di chi davvero necessita do aiuto. È un processo sociale, direi anche spontaneo, che in determinate situazioni interviene a ripristinare le sotuazioni quando queste sfuggono al controllo di ogni gestibiltà politica, economica, amministrativa e sociale. Con ciò non voglio insinuare che hanno fatto bene a rimandarli indietro. Vorrei solo evidenziare che l’immigrazione da anni in Italia è diventato un problema di mera gestione, bisogna ammetterlo. E ne lo Stato ne l’UE si sono mai preoccupati affrontare e di trovare un’effettiva soluzione a questo disagiante problema. Mi dispiace per tutte quelle persone che hanno davvero bisogno di asilo politico, ma sono contenta per tutti quegli altri che probabilmente torneranno a casa dalle loro famiglie felici di farlo.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Mi rendo conto della complessità del problema, ma nessuna di quelle persone “salvate” tornerà a casa felice: finiranno nelle carceri libiche e saranno affamate, picchiate e stuprate…

    • Fabula_Rasa ha detto:

      Facciamo parte di una Federazione. Non possiamo salvare tutti, non possiamo fare miracoli. Se un problema si ingrandisce sempre di più, diventerà sempre più difficoltoso trovare una soluzione e provvedere e le conseguenze poi ricadrebbero su tutte le parti. In qualche modo va fermato. E non so quali siano i modi giusti e i modi sbagliati, perché non spetta a me valutarlo. Serve la collaborazione di tutti gli Stati europei e dell’ONU per gestire il problema degli aiuti umanitari. In Italia (in special modo in Sicilia, dalle mie parti) invece fa molto comodo appoggiarsi al fenomeno dell’immigrazione. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma possiamo pensare che tutti centri di accoglienza vengono aperti solo per spirito di umanità? Ognuno ha la sua bella fetta di guadagno, a discapito degli accolti il più delle volte. È tutto un giro di guadagni a spese delle vite di poveri innocenti che deve essere fermato A MONTE. Tutto questo è disumano e sembra ben più grave di approvare una richiesta di asilo. È mercificare gli essere umani, analogamente alla storica tratta degli schiavi.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Tuttavia, non commettere l’errore di pensare (secondo una certa vulgata) che le persone che cercano di venire in Europa siano fatte partire contro la loro volontà. Per qualcuno forse sarà vero, ma in base a quanto mi risulta la maggior parte delle persone parte perché vuole partire, alcuni fuggono da situazioni di guerra e persecuzione, altri dalla povertà: sono coloro che ipocritamente vengono chiamati “migranti economici” e, chissà per quale ragione, non sono considerati degni di cercarsi un futuro migliore. Certo, non sono favorevole allo spopolamento dell’Africa, ma non penso nemmeno che sia corretto l’ipocrita slogan “aiutiamoli a casa loro”, sapendo che di aiuti non si parla proprio, semmai di ulteriore sfruttamento e di investimenti in milizie e campi di prigionia…

    • Fabula_Rasa ha detto:

      “A casa loro” non si può aiutare nessuno, questo è chiaro. Ed ogni essere umano ha diritto di vivere la propria vita, non di sopravvivere. Secondo me – ripeto – l’Europa (che stanzia i fondi e finanzia i progetti di accoglienza) non si è mai imposta severamente per affrontare il problema, non si è mai preoccupata di gestire la situazione con fermezza e determinazione. Non se ne preoccupa. Per cui mentre tutti gli altri Stati europei si prendono il lusso di infischiarsene in quanto mancano delle direttive imposte da organi superiori, noi italiani (che da questo punto di vista ritengo popolo dai nobilissimi valori) dobbiamo lasciare che i nostri Stati “fratelli” si approfittino di noi, lasciandoci diventare la “madre adottiva” di migliaia e migliaia di “bambini” che prima o poi non potremo più “sfamare”, a discapito probabilmente dei nostri “figli”. Io penso che, in casi come questi, che necessitano di attente valutazioni, esistino delle priorità. Per cui bisogna prendere delle posizioni e fare delle scelte. Bisogna agire. Perdonami per aver esposto un parere in parte discordante dal tuo tra i commenti del tuo post, io credo che si possa crescere e si possano maturare nuove idee solo sulla base di un confronto a partire da diversi punti di vista. 😊

  5. marisasalabelle ha detto:

    Il confronto, specie se condotto con cortesia e rispetto, è sempre gradito! Grazie 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...