Una padellata

Salvini vuole chiudere tutti i confini (la rima è involontaria). Furbo: così tutti i migranti, i neri, i clandestini che, a suo dire, stanno invadendo l’Italia e occupando il posto che spetterebbe a noi nativi, non se ne potranno andare, resteranno prigionieri del nostro Paese. Quando si dice un’idea brillante!
Vuol togliere la scorta a Saviano perché Saviano gli sta sulle palle. Oh! Finalmente! Uno che parla male della mafia e bene degli immigrati non se pò sentì.
Non vuole importare riso asiatico perché noi italiani dobbiamo mangiare solo il riso italiano, che è più buono. Mi ricordo di uno che anni fa aveva imposto l’autarchia, e a quei tempi gli italiani erano solo 40 milioni e molto più frugali di oggi. Non fu una buona idea… chi glielo dirà a Salvini?
Le navi delle ong non fanno volontariato, non salvano persone, collaborano soltanto coi trafficanti di esseri umani, sono peggio di loro, vanno messe al bando. Questa l’avevamo già sentita, a dire il vero, e resta una puttanata comunque, che la dica Minniti, Salvini o il procuratore Zuccaro.
Salvini, Salvini… ma quando se la dà, una calmata, quest’uomo? Qualcuno si offre volontario per dargli una padellata in testa alla maniera di Aldo Fabrizi in Roma città aperta?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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5 risposte a Una padellata

  1. tramedipensieri ha detto:

    …povera padella…

  2. marisasalabelle ha detto:

    Per una buona causa!

  3. wwayne ha detto:

    Salvini è così accecato dal suo odio (reciproco) per Saviano da non rendersi conto che togliergli la scorta sarebbe un boomerang gigantesco: infatti, se Saviano venisse ucciso dopo essere rimasto senza scorta (il che è praticamente certo), a quel punto Salvini avrebbe le mani sporche del suo sangue, e molti italiani non sarebbero disposti a passar sopra ad una cosa del genere. Non è come ai tempi di Mussolini, quando gli italiani erano così innamorati di lui da perdonargli perfino il delitto Matteotti.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Be’, non tutti, anzi, il regime (che ancora non era un vero regime) rischiò di cadere nei mesi successivi al delitto Matteotti. Fu solo nel famoso discorso del 3 gennaio, sei mesi dopo il rapimento, che Mussolini ammise le sue responsabilità e da lì poi nacque la dittatura vera e propria. Il fascismo nei primi anni ebbe molti oppositori, il consenso si ebbe solo negli anni ’30 per ragioni legate sia alla repressione che non venne mai meno, sia ai successi (molto ingigantiti) del regime, sia al carattere degli italiani, pronti a innamorarsi dell’uomo autoritario. Comunque non è un fatto solo italiano, tutte le dittature del Novecento si basarono sul mix repressione-consenso.
    Fine della lezione! 😉

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