Certi crimini

Ma cosa dovrei fare, io, al mio vicino, che in mia assenza, dovendo dare una spuntatina alla siepe di rincospermo che separa il mio cortile dal suo, invece di limitarsi a recidere i rametti più giovani e sporgenti, ha dato un taglio vigoroso ai rami spessi come un dito, provocando la rapida morte di gran parte del rampicante? E che diamine di cesoie avrà utilizzato per tale operazione chirurgica? Cos’avrà pensato mentre condannava la mia pianta?
«Ora ti sistemo io, brutta stronza, che hai il coraggio di crescere, fiorire e profumare sconfinando nella mia proprietà…»
Ora i rami separati dalle loro radici pendono privi di vita, le foglie stanno appassendo, i vuoti nella ex siepe si fanno ogni giorno più larghi e io vorrei uccidere chi ha fatto un simile scempio. Davvero, a volte penso che per certi crimini si potrebbe ripristinare la pena di morte.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Certi crimini

  1. acabarra59 ha detto:

    “ Domenica 31 dicembre 2000 – Poi esco a caricare la macchina e guardo il palazzo. E penso: chissà se i folli tagliatori del Comune sanno che, ora che hanno tagliato i due abeti piantati trent’anni fa, il grande albero molto più antico – non ho mai saputo che albero fosse -, e soprattutto la palma, che ho sempre visto, e che era molto più vecchia di me, il palazzo è esattamente come era all’inizio, quando fu costruito quasi ottant’anni fa, come si vede in certe foto, come se fossimo negli anni Venti, come se ancora non ci abitasse nessuno, come se mia madre fosse ancora una bambina, come se dovesse ancora succedere tutto. E invece è già successo. [**] [**] È rimasta la gestruemia. Che è un albero che cresce poco (non fa l’errore di crescere troppo). “.

  2. marisasalabelle ha detto:

    “Taglia, taglia, quegli alberacci, che poi al primo refolo di vento ti cascan sulla testa! Via tutto questo verde! Pota, sega, abbatti!”

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