Perdonare

Dico la verità, io questa storia del perdonare qualsiasi cosa, dell’essere sollecitati a perdonare, del perdonare di propria volontà, a caldo, senza neanche darsi il tempo di elaborare, proprio non la condivido. Sarò poco cristiana. Ma ho rispetto del perdono, che è una cosa seria, profonda, e che non può essere dichiarata al microfono di un giornalista (perdona il farabutto che le ha ucciso cinque figli, la nonna e il cane solo due giorni fa?) come se nulla fosse. Chi perdona davvero è una persona cui fare tanto di cappello, ma proprio per questo bisogna che abbia il tempo di maturare la sua decisione in profondità.
E venendo a fatti di cronaca recenti, non mi ritrovo nell’atteggiamento di quelle sante professoresse che, colpite e umiliate dai loro studenti, immediatamente li perdonano e li giustificano. «Devo aver sbagliato qualche cosa» disse la docente sfregiata al volto da un suo alunno. «I ragazzi sono fatti così» ha commentato l’insegnante legata alla sedia, derisa per la sua disabilità e colpita dai suoi studenti.
No, io non sono d’accordo. Se un mio alunno mi avesse colpito avrei usato parole dure. Non so se l’avrei perdonato, forse più tardi, come una madre perdona i suoi figli, ma prima avrei voluto fargli capire che era nel torto, che non si usa violenza, che ci sono cose che non si fanno, e rispetto alle quali non è poi così facile essere perdonati. Che certo, un adulto, un educatore può anche commettere degli errori, li commette senz’altro, ma che ciò non può permettere a un ragazzo di aggredirlo col coltello, che non è vero che i ragazzi sono fatti così, che mettere alla berlina e prendere a calci una loro insegnante può essere considerato un gioco un tantino esuberante. Se ai ragazzi non viene fatta capire la gravità del loro comportamento, non potranno capire di avere sbagliato: non potranno adottare comportamenti meno aggressivi e più civili. Il perdono, poi, potrà anche arrivare, ma non dovrà essere così facile riceverlo.

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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10 risposte a Perdonare

  1. acabarra59 ha detto:

    Ci sono sempre i Regi Carabinieri…

  2. wwayne ha detto:

    Queste professoresse si sono precipitate a perdonare i loro alunni perché sono state plagiate dal buonismo ormai imperante nel mondo della scuola. Sta prevalendo una mentalità buonista, quella del “volemose bene a tutti i costi”, per cui tra professori e alunni ci deve essere per forza un buon rapporto: anche quando i secondi si comportano in modo inaccettabile, i primi devono comunque mantenere un atteggiamento carino e gentile, più da maggiordomo che da professore. Fino ad arrivare a casi estremi come questi, in cui si mantiene tale atteggiamento anche dopo aver subito dei torti inaccettabili.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ho sempre cercato di avere un buon rapporto con i miei alunni, e ho sempre tenuto conto del fatto che comunque loro sono ragazzi e io adulta, ma non fino al punto da lasciar calpestare la mia dignità… le parole di un docente offeso e addirittura colpito devono far capire ai ragazzi che qualcosa di molto grave è stato commesso. Non ho nulla contro il perdono, purché venga al momento giusto, e dopo che chi ha sbagliato si renda conto dell’errore fatto. Questo, almeno, da parte di un educatore.

  4. Rossella Gelli ha detto:

    Se fosse successo a me avrei immediatamente chiamato i carabinieri. A violenza risponde la legge.Per quanto riguarda il perdonare, in genere, io non ci riesco. Ecco non sono una brava cristiana, posso cercare di capire, di accettare le ragioni dell’altro, ma nel mio profondo resta la memoria del torto subito, per sempre.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Sì, è difficile dimenticare un grave torto, per questo credo poco a questi perdoni generosi e istantanei…

    • wwayne ha detto:

      Se “credo poco” è un modo per dire “secondo me c’è del marcio sotto”, a mio giudizio è un’interpretazione troppo maliziosa: come Le dicevo nel mio precedente intervento, secondo me si tratta di persone plagiate, di docenti che hanno introiettato così in profondità la mentalità del “volemose bene a tutti i costi” che ormai non riescono più a scrollarsela di dosso. Neanche quando subiscono torti gravissimi.

  6. marisasalabelle ha detto:

    Per alcuni sono certa che è come dici. Per altri, penso che si tratti di atteggiamento “politico”, magari suggerito dal dirigente. “Credo poco” non nel senso che dici tu, ma nel senso che, come ho sostenuto nel post, il vero perdono esige tempo, deve maturare nell’intimo, non può essere automatico, istantaneo.

    • wwayne ha detto:

      Eh, in effetti per rendere la storia più credibile era meglio lasciar passare un po’ di tempo prima del “perdono politico.” Buona Pasqua! 🙂

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