Il narratore di verità

Ieri pomeriggio, presso la stimata libreria Les Bouquinistes, ho avuto il piacere di presentare Tiziana D’Oppido e il suo originalissimo romanzo, Il narratore di verità. Si tratta di un testo che può essere letto a più livelli: è una fiaba, un romanzo umoristico, un’acuta indagine sui rapporti tra genitori e figli, una riflessione sul tema della verità, una denuncia nei confronti dei disastri ambientali e degli allevamenti intensivi, un giallo pieno di misteri da risolvere e menzogne da svelare, uno straordinario divertissement a base di giochi di parole, nomi esilaranti, metafore e similitudini…
Detta in breve e senza spoilerare, la storia è questa. Ci sono due paesini fotocopia, in Val Brodima: Scampolo e Pescincanna. A Scampolo c’è la fabbrica di fuochi d’artificio di Arsenio Pantone, a Pescincanna c’è la quaglieria di Gildo Blumenthal, un’azienda in cui le quaglie sono allevate, macellate, porzionate, trasformate in bracioline, ragù, ma anche in dolci e sorbetti, secondo l’estro del proprietario e del suo staff. I due imprenditori non si possono vedere: la loro inimicizia è di vecchia data e ha avuto il suo momento culminante in una scazzottata in chiesa, durante la messa. Entrambi sono padri, Pantone di Sara, una ragazza dolce e un po’ stralunata, Blumenthal di Lucio, un giovane inquieto, affetto da una strana malattia: ogni volta che qualcuno dice una bugia la sua pelle si riempie di eczema.
Molti anni dopo aver lasciato il paese, Lucio, che svolge un insolito lavoro, il “narratore di verità”, riceve un incarico proprio da suo padre, un uomo che non vede da vent’anni e con cui non è mai andato d’accordo. Il padre desidera che il narratore di verità parli a suo nome a una donna cui crede di aver fatto un grave torto: quella donna è Sara, che vive e lavora in una piccola caffetteria vicino alla stazione di Scampolo. Così Lucio torna in Val di Brodima e si immerge nei misteri e nelle bugie di quel territorio: misteri e bugie che riguardano le losche attività delle due fabbriche, gli amori e i rancori che tormentano i vari personaggi, la paternità della bambina che Sara sta per partorire.
Simpatica, cordiale, Tiziana si è rivelata una piacevolissima conversatrice e ci ha aiutato a sviscerare i temi di questo romanzo divertente ma, dietro l’apparente leggerezza, complesso e ricco di spunti. Perciò, cosa state aspettando? Andate in libreria e comprate Il narratore di verità, edito da LiberAria, una casa editrice da tenere d’occhio…

d'oppido

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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