Per il Nobel niente da fare

Un’altra bella serata alla libreria Les Bouquinistes, dove il professor Alessandro Gentili, discepolo e amico di Mario Luzi, ci parla del grande poeta ormai quasi dimenticato.
«Attualmente è raro trovare in libreria un volume di Luzi: la poesia vende poco di suo, e Luzi non ha avuto la fortuna che si sarebbe meritato!» si rammarica l’oratore.
Proprio come l’Efisia, penso: triste destino che accomuna grandi figure misconosciute…
Intanto Gentili inizia col parlarci di Luzi come uomo e amico, prima di affrontare gli aspetti più impegnativi della sua poetica.
«Andavo spesso a trovarlo, nella sua casa di Firenze, e lui mi aspettava sulla porta, alto, elegante: ci sedevamo nel suo salotto pieno di libri, ne aveva così tanti che ne aveva stipato una parte sul terrazzo, coperti da un telo di plastica…»
Mi piacciono questi dettagli che rivelano la vita privata degli scrittori, e già immagino che, dopo la mia morte, qualcuna delle mie amiche, più longeva di me, confidi a un pubblico attento:
«In casa indossava una tuta di pile e pantofole imbottite perché se no le si ghiacciavano i piedi, e quando c’era il sole amava sedersi sul suo terrazzino soleggiato leggendo un buon libro e gustando una birra…»
Un altro tratto in comune tra me e il grande poeta: nessuno dei due è stato insignito del Premio Nobel. Luzi ci avrebbe tenuto… quanto a me, ho ancora delle chances.
«Mario Luzi è stato davvero un grande poeta: questa lezione del professor Gentili mi ha illuminato. Confesso che sapevo molto poco di lui!» mi confida una ex collega alla fine dell’incontro.
«Anch’io» ammetto.
«È uno scandalo! Speriamo che le antologie scolastiche corrano ai ripari, inserendo più testi di Luzi. E che gli venga assegnato il Nobel al più presto!»
«Temo che per il Nobel non ci sia più niente da fare.»
«E perché mai?»
«Viene conferito solo ai viventi… e Luzi è morto nel 2005.»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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10 risposte a Per il Nobel niente da fare

  1. tramedipensieri ha detto:

    Chi l’avrebbe mai detto 🤔😌….

  2. wwayne ha detto:

    Anche un mio ex collega era un appassionato di birre. Diceva che le migliori al mondo erano quelle danesi (Carlsberg e Tuborg), e che per gustarne davvero il sapore bisogna berle il più vicino possibile al luogo di produzione: nel viaggio dalla Danimarca all’Italia infatti i troppi sbalzi climatici ne modificano in peggio il gusto. Ricordo che mi raccomandò anche la Blanche belga, ma non ho mai seguito il suo consiglio: le birre sono amare, e quindi non mi piacciono in nessuna varietà.

  3. marisasalabelle ha detto:

    In verità credo che le Tuborg e le Carlsberg che beviamo in Italia siano prodotte in stabilimenti italiani. Della birra belga mi è stata regalata da mio cognato che vive a Bruxelles ma non l’ho ancora assaggiata. Non sono un’intenditrice, mi piace la lager chiara, non so apprezzare le varietà artigianali. Ma secondo me ti sbagli di grosso a non amare questa bevanda, uno dei più grandi piaceri della vita…

    • wwayne ha detto:

      Mi dicono la stessa cosa per il caffè: anche in quel caso, a farmi passar la voglia di berlo è il suo gusto amarissimo. E’ vero che si può mettere lo zucchero, ma così il caffè diventa soltanto meno amaro, non certo dolce. Grazie per la risposta! 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Ma che cosa ti piace, allora? 😉

    • wwayne ha detto:

      Oltre all’acqua, bevo anche (molto sporadicamente) il Fragolino e il moscato d’Asti. Quest’ultimo in particolare è una vera delizia: se non ricordo male lo si dovrebbe accompagnare solo con i dolci, ma io le rare volte che lo bevo me lo scolo dalla prima all’ultima portata! 🙂

  5. marisasalabelle ha detto:

    …e menomale che il mio post parlava di poesia!

    • wwayne ha detto:

      Questo succede spesso anche nel mio blog: il post parla di un libro o di un film, ma poi nei commenti cominciamo a chiacchierare di tutt’altro. Le confesso che questo mi piace molto: è bello allargare gli argomenti di conversazione, e saltare allegramente da un discorso all’altro senza neanche accorgersene. 🙂 A presto! 🙂

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