La lettrice adolescente

Tra le letture più o meno adolescenziali segnalo Piccole donne (Natale non sembrerà Natale senza regali!), il Diario di Anna Frank, primo approccio al tema della Shoah che poi è diventato un filone consistente delle mie letture, Il buio oltre la siepe, Lo straniero di Irena Jurgielewicz, un romanzo ambientato nella Polonia degli anni ’50 o ’60, che probabilmente nessuno conosce tranne me. È la storia di due ragazze, una si chiama Pesca, e già questo mi sembrò strepitoso, l’altra Ula. Ula non ha la mamma (ancora il tema dell’orfano!) e vive col babbo che odia perché si è risposato. Lo straniero è un ragazzo misterioso che, ferito, si è nascosto sull’isolotto dove le due ragazze e i loro amici avevano costruito un piccolo rifugio…

A 14 anni, grazie alla mia capo scout Sonia, lessi Lettera a una professoressa. Ricordo vagamente una passeggiata in campagna, nel corso della quale Sonia ci lesse a voce alta alcuni brani del libro. Io, che nutrivo grossi sospetti nei confronti di quel testo, disapprovato fieramente da mio padre e dalla mia insegnante di lettere, rimasi turbata dalla lettura di quelle pagine e appena tornata a casa mi procurai il testo, che lessi avidamente. Posso dire che Lettera a una professoressa è stata una pietra miliare nella mia vita e ha orientato molte mie scelte, compresa quella di dedicarmi all’insegnamento.

E mentre andavo alle superiori… quanti ne ho letti, di libri! Alcuni imposti dagli insegnanti, altri suggeriti dagli amici, altri ancora scelti da me. Quali di queste letture sono state fondamentali? Certamente I Malavoglia, un romanzo bellissimo e terribile, che ha esercitato e tuttora esercita una grande influenza sul mio modo di scrivere. I fratelli Karamazov, che lessi dopo aver visto lo straordinario sceneggiato alla televisione. La coscienza di Zeno, dove Zeno finisce per sposare la più bruttina delle sorelle Malfenti, grassoccia e strabica proprio come me. La peste di Camus, tutti i romanzi di Graham Greene, il Manifesto del Partito Comunista di Marx e Engels, la Vita di Antonio Gramsci di Giuseppe Fiori, Se questo è un uomo di Primo Levi…
Il mio primo vero approccio con la poesia: la Divina Commedia, Giacomo Leopardi, Montale. L’antologia di Spoon River.
Italo Calvino, la cui scrittura chiara e limpida ha sempre rappresentato un modello per me. Di Calvino, e forse è strano, il libro che preferisco è Se una notte d’inverno un viaggiatore.
La Bibbia, letta tutta, senza saltare neanche il Levitico, impiegandoci anni, ovviamente. Della Bibbia in particolare il Vangelo di Luca, la Lettera ai Corinzi, Isaia, Osea, la Genesi.
Storia di un’anima, di Teresa di Lisieux. Per anni sono stata affascinata dalla “piccola santa”.
Via col vento, scovato tra i libri di mio padre, edizioni Mondadori, non so se Oscar, comunque tascabile: quattro volumi divorati con passione e un po’ di vergogna: anni dopo, quando uscì la versione restaurata del film, mi rifiutai di andarlo a vedere al cinema adducendo che si trattava di un’opera di basso livello artistico e letterario…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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