Tutta colpa della scuola

La scuola, la scuola… tutto dovrebbe fare, a tutto dovrebbe pensare la scuola. I ragazzi mangiano schifezze? Si ubriacano o fumano? Sono pedoni, ciclisti o automobilisti poco responsabili? Ci deve pensare la scuola. Nelle loro famiglie non si riciclano i rifiuti? Si sprecano l’acqua e il cibo, si coltivano abitudini poco salutari? Ben istruiti dalla scuola, i ragazzi si trasformino in piccoli missionari all’interno delle loro famiglie. Bisogna rispettare gli animali, conoscere le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro, fare sesso protetto ed evitare malattie o gravidanze indesiderate? La scuola, la scuola, la scuola. Il bello è che la scuola tutte queste cose le fa, anche a scapito della matematica e dell’inglese, ma nessuno sembra esserne consapevole, perciò, ogni volta che sale alla ribalta un nuovo tema di discussione o c’è da affrontare l’ennesima criticità il coro è unanime: la scuola, la scuola!
Se si dovesse fare una pila di tutti i libri su cui qualcuno pontifica: questo libro dovrebbe essere fatto leggere obbligatoriamente a scuola, non so quanti metri di altezza si raggiungerebbero e quanto anni ci vorrebbero per smaltirla.
È naturale quindi che, quando degli ultras incivili utilizzano la foto di Anna Frank per dare degli sfigati e degli “ebrei” ai loro avversari, subito si chiami in causa la scuola: la scuola non insegna nulla su questo argomento, la storia del Novecento neanche la tocca.
Eh, no! Non c’è argomento che la scuola italiana affronti con più assiduità e ostinazione della Shoah. Lettura di libri e brani antologici, visione di film, spettacoli teatrali, conferenze, convegni. Incontri con testimoni e figli di testimoni (giacché i primi, col passare del tempo, cominciano a scarseggiare). Ogni anno in tutte le scuole si celebra la Giornata della Memoria. Molti studenti nel corso della loro vita scolastica vanno in visita d’istruzione ad Auschwitz. Se bastasse l’impegno che la scuola profonde in questo ambito, l’Italia sarebbe del tutto libera da antisemiti, razzisti, nostalgici nazifascisti. Il fatto è che non esiste solo la scuola. C’è la famiglia, c’è il gruppo dei pari, c’è la società cosiddetta civile. Siamo proprio certi che la responsabilità sia della scuola?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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