Faccia d’angelo

Caro Tommaso*,
stamattina ti ho incontrato. Era tanto che non ti vedevo! Almeno 5 o 6 anni, e quanto ne avrai, ora? 24? Ma ti ho riconosciuto subito, alto, bello, elegante, più bello di allora, e dire che già a quei tempi ti avevo soprannominato Faccia d’angelo. Te ne ricordi? Sono sicura di sì. Anche tu mi hai riconosciuto al volo, e ti sei fermato a parlare con me, così garbato, così sorridente. E mentre chiacchieravamo amabilmente, io non riuscivo a togliermelo dalla mente.
Cosa? Ma di quella volta… quella volta che ebbi la pessima idea di proporre alla tua classe un testo argomentativo sul tema: Gli italiani sono diventati razzisti? Ci avevo messo tutto il mio impegno, a preparare il materiale per quel testo. Avevo stralciato e usato come documentazione parti di articoli e di interviste a uomini politici, sociologi e psicologi, nonché opinioni espresse da comuni cittadini, che già in rete si sbizzarrivano assai, anche se non quanto oggi. Avevo aggiunto qualche immagine, scritte murali, cartelli, la foto di una saracinesca abbassata sulla quale qualcuno con lo spray aveva scritto oscenità contro i neri. Be’, era qualche annetto fa, ma il mondo non è cambiato, vero?
Mi ricordo ancora la sensazione che provai quando mi misi a correggere i vostri compiti. L’argomento era delicato e io sapevo bene che l’insegnante di lettere non deve approfittare del suo ruolo per censurare il pensiero degli allievi. Ma mi fu subito chiaro che la maggioranza di voi era andata completamente fuori tema: anziché svolgere un saggio sul presunto razzismo degli italiani, vi eravate dilungati sui difetti degli stranieri. Ero ancora abbastanza ingenua, allora, e le frasi scritte da molti dei tuoi compagni mi ferirono. Ci vidi un’aggressività che non mi aspettavo e che non mi sembrò giustificata: eravate ragazzi belli, sani, spensierati, nessuno di voi, che io sapessi, versava in cattive acque, i vostri genitori erano piccoli imprenditori, commercianti, geometri… E quindi perché prendersela tanto con persone chiaramente meno fortunate? Si vede che nonostante l’età già abbastanza avanzata non avevo ancora capito in che direzione andava il mondo…
Quando lessi il tuo compito, scritto con la tua grafia ordinata, lo confesso: mi misi a piangere. Immaginavo il tuo bel visino contratto nell’indignazione e la tua voce, solitamente pacata, alzarsi di tono fino ad assumere sfumature isteriche. «Vengono a vivere nelle nostre città, si accampano nelle nostre piazze, pisciano contro i muri delle nostre case!»
Così avevi scritto: avevi 16 anni, una vita serena, una famiglia che ti voleva bene. Nessuno attentava alla tua tranquillità e dubito che qualcuno, italiano o straniero, pisciasse contro il muro di casa tua. A proposito, sai che puzza di piscio c’era, nei vicoletti dietro Piazza del Duomo e la Sala, quando ero ragazza io, negli anni ’70, e di stranieri a Pistoia non se ne vedeva l’ombra?
Chissà se ti ricordi di aver scritto quelle parole, e chissà se ne sei ancora orgoglioso o se te ne vergogni un po’. Nel giro di pochi anni il clima si è inasprito e forse, se mi trovassi oggi a leggere il tuo tema, mi limiterei a scrollare le spalle. Chissà se, fermandoti a parlare con me stamattina, così gentile e sorridente come sempre, ti è passata per la mente quella vecchia storia. A me sì, Faccia d’angelo.
*: nome di fantasia

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Faccia d’angelo

  1. acabarra59 ha detto:

    “ 1981 [ottobre] – fatto romanus di recente / mi tratta da straniero / eppure sono civis / o almeno ero. “

  2. marisasalabelle ha detto:

    con quella faccia da straniero…

  3. acabarra59 ha detto:

    “ Nel 1968, un cantante nato ad Alessandria d’Egitto, come Ungaretti (e Marinetti), discendente da antenati ebrei, greci, italiani, incise una canzone che ebbe molto successo in Francia. Iniziava con i versi: Avec ma gueule de métèque/de juif errant, de pâtre grec… Fu tradotta in italiano l’anno dopo, così: Con questa faccia da straniero… Il cantante si chiamava Georges Moustaki. Ed è morto nel 2013, a Nizza, il 23 maggio. “ (Da Doppiozero, luglio 2016)

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