Ipocrisia

Sebbene Pistoia non sia particolarmente infestata dalla presenza di mendicanti, vagabondi e senzatetto, uscire di casa e andare a piedi in centro comporta avere a che fare con un certo numero di postulanti e ciò crea imbarazzo. Incontro per prima una donna rom che conosco da molti anni: mi fa un sacco di feste, mi racconta i suoi guai e mi sento costretta a elargirle qualche soldo.
Convinta di aver fatto il mio dovere almeno per oggi, mi sento capace di affrontare lo spacciatore di fazzoletti di carta, mollette per i panni e calzini di spugna che staziona davanti al giornalaio.
«Non ho bisogno di niente, grazie!»
Che ipocrisia!
Proseguo la mia passeggiata e incontro un’amica. Non facciamo in tempo a fermarci a far due chiacchiere che si avvicina un’altra postulante.
«Mi dispiace, non ho nulla!»
Che ipocrisia!
Lo slalom quotidiano prosegue tra «Guarda, ho appena dato dei soldi a un altro ragazzo» e «No, ma non è possibile! Se si dovesse dare a tutti!»
Finalmente arrivo allo sportello bancomat dove faccio un prelievo. Sto mettendo le banconote nel portafogli quando una nuova mano si tende davanti a me. Che posso fare, col portafogli in mano gonfio di banconote? Pesco una moneta da un euro dal comparto degli spiccioli e la do al mendicante.
Che ipocrisia…

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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4 risposte a Ipocrisia

  1. stefano ha detto:

    Infestata?

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, forse non è la parola migliore che potevo usare, ma dal punto di vista della signora medio borghese di buone intenzioni ma un tantino ipocrita, forse rendeva l’idea. Sia chiaro con questo che non considero infestante la presenza di vagabondi e mendicanti né sono favorevole alle decantate misure di decoro urbano promosse da molti sindaci: tuttavia mi rendo conto che è una presenza imbarazzante, che da un lato suscita compassione, senso di colpa, certe volte un sincero desiderio di aiutare, ma anche tanta ipocrisia e un “cavarsela facile” con qualche spicciolo. Perché poi, è vero, no? Che si pensa sotto sotto tutto quello che pensa la me stessa benpensante che ho descritto sopra, la quale elargisce qualche moneta e si sente “a posto”… e quante volte pensiamo o addirittura diciamo “ho già dato al tuo compagno”, come se i mendicanti fossero compagni tra loro e dare a uno mettesse in regola per tutti…

  3. stefano ha detto:

    D’accordissimo, solo che quel termine all’inizio del post mi ha spiazzato. Non mi aspettavo di trovarlo da queste parti, ecco. Però, cambiando ragionamento e mostrandomi il punto di vista della signora imbellettata che passeggia per il centro, è un termine perfettamente calzante.
    Anche per me mendicanti, questuanti e postulanti vari sono una presenza abbastanza fastidiosa, ma a me danno fastidio quasi tutti, in città, quindi non è che faccio testo.

  4. marisasalabelle ha detto:

    Quello che volevo dire con questo post è che anch’io, che mi sento tanto aperta e disponibile, sono in realtà partecipe di un certo tipo di ipocrisia…

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