Arrevescia

Quella di essere fatta alla rovescia delle altre persone è un’impressione che ho sempre avuto. Oggi, in fondo, ne ho avuto solo un’altra, ennesima riprova.
Decido, dopo molti tentennamenti, di iscrivermi a un seminario in due lezioni su ansia e attacchi di panico. Il perché, lo so io. Quello che non so, invece, è che la psicologa che terrà il corso ha deciso di dedicare il primo incontro a un’esperienza di rilassamento. Oh, no, dico tra me e me: ho già fatto sedute di rilassamento, in vita mia, e sono state tutte un fallimento. Non ci sono portata, io, per questo genere di cose. Nondimeno, mi dispongo a obbedire alle indicazioni della terapeuta che guiderà noi tutti (siamo una ventina di persone) verso il completo relax. Conosco a memoria le tappe del viaggio interiore: sottofondo musicale, occhi chiusi, voce soffusa della trainer che dolcemente invita a respirare profondamente e a concentrare l’attenzione sulle varie parti del nostro corpo, a partire dal piede destro fino ad arrivare ai capelli.
Prima cosa, odio quel genere di musica. Secondo, mi viene subito voglia di muovermi: mi prude una guancia, mi pizzica il naso, mi si è informicolito un piede… Terzo: come fanno gli altri, tutti gli altri, a immedesimarsi con tanta facilità, o, se preferite, come faccio io a non immedesimarmi per niente?
«Immagina di camminare per raggiungere un posto dove ti senti al sicuro» sussurra la psicologa. «Un luogo che ti è caro, un luogo dove ti senti protetta…»
Al termine della seduta, che mi sembra incredibilmente lunga, è d’obbligo il classico giro di esperienze. E le mie compagne d’avventura (ci sono un paio di uomini, ma per la maggior parte siamo donne) ne hanno di cose da dire! Si sono lasciate andare, guidate dalla voce della psicologa, e si sono ritrovate come d’incanto in prati costellati di fiori, cattedrali gotiche, spiagge sferzate dal vento, dove hanno passeggiato in abiti bianchi e grandi cappelli. Hanno rivisto la cara mamma morta quando erano piccine o l’amico del cuore mai più incontrato dopo la licenza elementare. Hanno provato piacere, gioia, pace interiore, benessere. Io niente. E poi non sono, come avrebbe detto mia nonna, “arrevescia”?

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Arrevescia

  1. tramedipensieri ha detto:

    Non sei l’unica “a sarrevescia” o se vuoi “a s’incontrariu”.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, ma io… sono praticamente un caso umano!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...