Ricordare e nominare

All’improvviso il segnale acustico che mi avvisa di nuovi messaggi su WhatsApp sembra impazzito. A quanto pare mi stanno arrivando messaggi a ripetizione. Sarà il gruppo degli amici del liceo, penso. Quei giocherelloni che postano vignette e aforismi a tutto spiano e usano una quantità di emoji neanche avessero 15 anni. Invece no, è un nuovo gruppo nato nottetempo, probabilmente durante una fase pesantemente alcolica di colui che l’ha creato. Raoul, alunno di una classe diplomata 25 anni fa, propone una rimpatriata e coinvolge compagni e professori coi quali è in contatto, me compresa. Così per le mie notti insonni avrò un nuovo passatempo: ricordare e nominare ciascuno degli studenti di quella classe e dei componenti del consiglio.
Il primo l’ho detto, è Raoul, una di quelle persone che, per una ragione o per l’altra, non perdi mai di vista. Lavorava alla SIP, quando ancora c’era la SIP; lo incontravo al bar dove facevo colazione; ci siamo visti a una cena di solidarietà con popolazioni terremotate, siamo diventati amici su Facebook. Poi c’è Luca, mentre lui era mio allievo la sua mamma era la maestra di mia figlia, più tardi siamo diventati colleghi, lui è stato insegnante di mio figlio. Altri li ho visti in circostanze fortuite: Riccardo faceva il servizio civile… Stella l’ho incontrata in centro… no, aspetta: Stella non era in quella classe. Altri ancora non li ho mai più visti ma me li ricordo perfettamente: Francesco aveva un raffreddore perenne e allietava le lezioni con vigorose soffiate di naso in un enorme fazzoletto di cotone; Simone, quello bravo, ridacchiava mentre cercava di convincermi che il metodo di insegnamento del supplente che mi aveva sostituito mentre ero in maternità era “altamente innovativo”, consistendo nel non interrogare mai ma nel valutare la preparazione degli alunni in base alla loro partecipazione alla discussione. E Alessio, che durante il colloquio all’esame di maturità aveva una maglietta a maniche corte, l’avambraccio posato sul banco e un muscolo che saltellava impazzito a rivelare lo stato ansioso in cui si trovava.
E di qualcuno non mi ricordo per nulla… succede anche questo…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Ricordare e nominare

  1. wwayne ha detto:

    “Poi c’è Luca, mentre lui era mio allievo la sua mamma era la maestra di mia figlia, più tardi siamo diventati colleghi, lui è stato insegnante di mio figlio.” Il mondo è davvero piccolo! 🙂
    P.S.: La scorsa settimana ho recensito un giallo scritto da una donna. Non è il Suo, ma magari potrebbe interessarLe lo stesso: https://wwayne.wordpress.com/2017/06/18/bella-e-maledetta/.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Guarda che aspetto la recensione del mio! Ti starò alle costole!

    • wwayne ha detto:

      La mia recensione del Suo libro è un po’ come il nostro incontro di persona: prima o poi avverrà, ma lo stiamo rimandando da tanto di quel tempo che ormai è diventato una sorta di tela di Penelope. Ma usciremo dall’impasse in entrambi i casi, non tema! 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Hmm… mi fido poco di te…

  4. stefano ha detto:

    Ogni volta che leggo questi post che parlano di scuola, mi viene una nostalgia enorme e la voglia di incontrare i miei professori del liceo.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Puoi sempre creare un gruppo WhatsApp…

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