Tutore

Da quando Zia Marietta si è rotta la spalla trascorre le sue giornate infagottata in una larga maglietta che copre il suo povero braccio destro imbrigliato in un tutore composto di tre pezzi: cinghie, sacca reggibraccio e fascia immobilizzatrice, tenuti insieme da un complicato gioco di incastri e alcune strisce di velcro. È chiaro che una struttura del genere è soggetta a muoversi e così, quando arrivo per prepararle il pranzo e aiutarla a mangiare, la trovo che si guarda l’impalcatura con aria preoccupata.
«Mi sembra che questo coso si sia allentato» dice.
«Fammi vedere.»
Sono completamente a digiuno dell’arte di sistemare tutori ortopedici e cerco di interpretare le istruzioni dell’allegato dépliant.
«Posso tirarti un po’ su le spalline» propongo, ma mi rendo conto subito che non è la soluzione ideale, visto che la zia rischia di essere strozzata dalle cinghie. Cerco una posizione intermedia, non troppo stretta, non troppo lasca, e la zia sembra soddisfatta.
«Così va molto meglio!» decreta.
Ma la mattina dopo mi confessa di essersi fatta sistemare l’aggeggio dalla signora che viene a dormire da lei:
«È bravissima, sai, sono anni che fa la badante e ne ha visti di questi tutori! Ora mi sento benissimo.»
Passa un altro giorno e zia Marietta è preoccupata:
«Quest’affare è troppo lento. Lo vedi il mio braccio? Lo vedi il gomito? Ho paura che poi la frattura non si saldi!»
Mentre cerco di capire cosa c’è che non va arriva Zia Filomena.
«Uh, ma ti hanno dato un modello antidiluviano! Fondi di magazzino, proprio! Ora ci sono tutori molto più pratici ed efficienti. Vediamo cosa si può fare…»
Inforca gli occhiali da presbite, legge attentamente il libretto delle istruzioni, sgancia una cinghia, la sposta, incrocia meglio dietro le spalle, toglie il velcro da una parte, lo sistema da un’altra, et voilà! Ammiro queste persone pratiche, in un attimo sistemano ogni cosa. Zia Marietta si profonde in ringraziamenti ma non appena Zia Filomena se ne va mi confida che quella sistemazione non la convince. Perdipiù troviamo un pezzo di velcro inutilizzato sotto il cuscino del divano e una fascetta che non ha trovato sistemazione giace abbandonata sul tavolo.
«Sai che c’è?» le dico. «Per stasera è troppo tardi, ma domattina andiamo al negozio specializzato in materiale ortopedico e ci facciamo consigliare.»
Stamattina alle nove, puntuale, eccomi da lei. Ha il braccio in una posizione diversa dal solito e le cinghie annodate sul capo in stile uovo di Pasqua.
«Zia Marietta, che hai combinato?»
«Non ci crederai, stamattina presto è venuta Zia Rosina e ha preso in pugno la situazione…»

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Tutore

  1. marisasalabelle ha detto:

    Tu ridi, ma la cosa è tragica… 😉

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