Non ti abbandona mai

È un brutto momento questo. Azioni terroristiche più o meno cruente si susseguono in ogni parte del mondo, milioni di profughi si accalcano alle frontiere di Paesi che non ne vogliono sapere di loro e intanto due simpatici personaggi dall’acconciatura stravagante minacciano la guerra nucleare come se si trattasse di una bagattella da niente. E tuttavia non c’è molto di realmente diverso rispetto agli anni in cui eravamo giovani, quando si temeva lo scoppio della terza guerra mondiale, le guerre locali imperversavano tale e quale a ora e terroristi di ogni colore facevano attentati un giorno sì e un giorno no.
«Io però, sarà stato che eravamo giovani e incoscienti, tutto questo allarme terrorismo che c’è ora non lo avvertivo!»
«Be’, in Italia la stagione del terrorismo è stata una delle più cruente» dico.
«Davvero? O se io non ricordo…»
«Oltre 420 morti tra il 1969 e il 1989, tra attentati individuali e stragi. Possiamo considerare simbolicamente la strage di Piazza Fontana come l’inizio di una stagione durissima.»
«Già! Piazza Fontana! Ma sai che non ci ripensavo? Quanti morti ci sono stati? Almeno 200, no?»
«Diciassette» preciso.
«Ma Brescia! A Brescia ce ne sono stati di più!»
«Otto morti a Brescia. E dodici sul treno Italicus.»
«Ma Bologna! A Bologna ne sono morte di persone!»
«A Bologna sì, i morti sono stati più di 80.»
«O io che avevo detto?»
«Ehm… tu avevi detto 200 a Piazza Fontana…»
La maledizione della prof… non ti abbandona mai…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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17 risposte a Non ti abbandona mai

  1. ©blu ha detto:

    Quello che affermi è proprio vero… ma dobbiamo ringraziare l’avvento della TV commerciale e del suo cavaliere mascarato nonché l’uso improprio di questa onda che seppellisce giovani e vecchi, che prima gli apre gli occhi, poi li abbindola ed infine li annega in un mare ben più rosso del mediterraneo. Ogni generazione ha la sua guerra… così raccontavano mio padre e mio nonno ancor prima… ma serve per calmierare le industrie non legali di tutto(!!!)

  2. wwayne ha detto:

    Non ci crederà, ma giusto 10 giorni fa ho comprato i biglietti per un concerto, dopo anni dall’ultima volta che ne avevo visto uno. Non sono affatto pentito dell’acquisto, e non ho pensato neanche per un secondo all’ipotesi di vendere i biglietti: al contrario, ritengo che in casi come questi (Bataclan, Manchester eccetera) dobbiamo affollare i concerti ancor più di prima, per lanciare il messaggio che l’Occidente è forte e non ha paura di nessuno. Vada anche Lei a comprare i biglietti per un concerto, e se lo goda senza paure.

  3. marisasalabelle ha detto:

    Sono anni che non vado a un concerto, ma in passato ci andavo spesso. Sono esperienze straordinarie, soprattutto se l’artista, o il gruppo, è uno davvero bravo. Il più bel concerto cui ho partecipato è stato quello di Neil Young a Viareggio nel 1982. Poi sono tornata a riascoltarlo a Lucca nel 2001. Ho ascoltato dal vivo anche David Bowie, Bob Dylan, Lou Reed… E di italiani ricordo Fabrizio De André, Francesco De Gregori, che ho visto diverse volte, Guccini. Anzi a proposito di Guccini ho un aneddoto: avevamo comprato dei biglietti per un concerto che avrebbe tenuto a Prato l’11 settembre 2001. Quando arrivò quel giorno e successe quello che successe, io pensai che Guccini avrebbe cantato lo stesso. Andammo a Prato, io, mio marito e le mie figlie: la piazza era deserta, una lieve brezza sollevava da terra volantini che avvisavano il pubblico che il concerto era rimandato…
    Ultimamente non sono più andata a concerti ma non per paura delle bombe, solo perché sono molto impegnativi e non mi è capitato che nelle vicinanze si esibisse qualcuno che giudicavo imperdibile. Ma 10 giorni fa sono andata al Palamandela a Firenze a vedere Notre Dame de Paris e il 1 luglio mio figlio e mio genero andranno a un concerto di Vasco (credo a Milano). E’ sufficiente?

    • wwayne ha detto:

      Assolutamente sì! Volevo farle due domande:
      1) Secondo Lei la carriera di Ariana Grande è finita a Manchester, oppure questi fatti l’hanno fatta diventare un simbolo della lotta al terrorismo, e quindi hanno solo rafforzato la sua popolarità?
      2) Che ne pensa del caso Insinna?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Figurati che fino a ieri non sapevo nemmeno chi fosse Ariana Grande! E a Insinna cosa è successo?
    A proposito: il concerto di Vasco Rossi è a Modena…

    • wwayne ha detto:

      Qui trova un riassunto di ciò che è successo a Insinna:

      Che ne pensa?

      • marisasalabelle ha detto:

        Sì, dopo aver risposto al tuo commento, ieri, ho cercato sui giornali online e letto tutta la storia. Certo chi ha diffuso quel fuorionda è stato cinico, ma non è la prima volta che succede. Non mi convince chi dice che Insinna era stressato e che ognuno nel privato a volte si sfoga dicendo cose impossibili. D’accordo, può essere, sta di fatto che la registrazione mette in luce un aspetto veramente brutto dell’amico Flavio, non discuto che potesse avere le sue ragioni contro la direzione del programma, tuttavia certe espressioni come “nana di merda” detto a proposito di una concorrente e “la merce la lavoro io” detto a proposito di persone sono veramente inaccettabili e nessuno stress le può giustificare, secondo me. Inoltre, hai voglia a dire lo stress, squarciano un velo su come questi simpaticoni televisivi, tutti sorrisi e moine, vedono le persone (esseri umani con una loro dignità) con cui lavorano. Se non ci fossero concorrenti per i pacchi o altri orribili programmi televisivi, Insinna e altri suoi pari sarebbero disoccupati. Un po’ di rispetto non guasterebbe.

      • wwayne ha detto:

        Io invece alla storia dell’Insinna amicone non avevo mai creduto. Che fosse una facciata di cartapesta l’avevo intuito quindi ben prima che Striscia lo seppellisse sotto una valanga di letame. Anzi, so che è brutto dirlo, ma ci godo come un riccio: non soltanto perché ho visto confermata una mia intuizione, ma anche perché c’è sempre un senso di giustizia che trionfa quando una persona che si presenta in un dato modo viene alla fine smascherata e si rivela per quello che è. Viva Striscia dunque, anche se ha ucciso professionalmente Insinna per vendetta e non per giustizia. 🙂

  5. marisasalabelle ha detto:

    Sì, sono d’accordo: è giusto che chi è tanto falso e ipocrita venga inchiodato alle sue parole. Io per fortuna non seguo certi programmi, ci sono capitata a volte per caso per qualche minuto, li trovo abominevoli…

    • wwayne ha detto:

      Anch’io non li guardo, anzi guardo poca tv in generale. Seguo solo Singin’ in the car (sul canale 8 dalle 20:30) e Happy Days (sul canale 67 dalle 21:10). Sono due programmi molto carini e leggeri, e quindi sono il modo ideale per chiudere la giornata (soprattutto se è stata faticosa e/o negativa). Ad ogni modo, come mai ha usato un aggettivo così drastico per definire i programmi in stile Affari tuoi (“abominevoli”)?

  6. marisasalabelle ha detto:

    Be’… perché sono abominevoli… 😉
    Io non amo la tv in generale, quando non c’è mio marito non l’accendo nemmeno, anzi, dirò di più: non la so nemmeno accendere…
    Di solito la sera guardo il tg La7 e poi qualche serie su Sky, mi piacciono le serie criminali. Ora per es. stanno ridando la 20 stagione di Law & Order, se non ricordo male piace anche a te. Le crime stories mi rilassano, anche se parlano di spietati serial killer e di delitti efferati. Aspetto con ansia la prossima stagione di House of cards (so che non è esattamente una serie criminale). Mi piacciono da morire i due Underwood, sono cattivissimi! Robin Wright però ha detto che ora che c’è Trump la cattiveria dei loro personaggi sembra molto meno tremenda!

    • wwayne ha detto:

      Nel mondo dello spettacolo sono tutti sinistri, e quindi il tiro al bersaglio nei confronti del presidente è d’obbligo quando questi appartiene ai repubblicani (ovvero la destra americana, al confronto della quale noi di Fratelli d’Italia sembriamo dei moderati).
      Comunque ha ragione, Law & Order piace anche a me. Tuttavia preferisco Happy Days: è molto meno ripetitiva, e ha un’atmosfera molto più carina. E poi diciamocelo, Fonzie ha un tale carisma che non importa se tutto il resto è scialbo, basta metterlo sulla scena e hai già creato uno spettacolo. Grazie per la risposta! 🙂

  7. marisasalabelle ha detto:

    Happy Days lo vedevo quando ero mooolto giovane… ricordo che i primi anni che insegnavo avevo un collega piuttosto sbruffone e intraprendente con le donne, i suoi alunni lo soprannominarono Fonzie…

  8. acabarra59 ha detto:

    “ 2 febbraio 1993 – « La cameriera era piccola come una bimba e aveva un viso lungo da vecchia. “ Una nana “, notò Castorp con un certo spavento. » (Thomas Mann, La montagna incantata, 1923) “.

  9. marisasalabelle ha detto:

    Be’, forse a quei tempi il politically correct non era ancora in voga

  10. acabarra59 ha detto:

    “ Hans Castorp, il giovane ingegnere amburghese, entrato in un mondo per lui nuovo, passa di stupore in stupore (in quel thaumàzein che, secondo la saggezza antica, è fonte e principio di ogni conoscenza) e impara. “ (Ervino Pocar, introduzione alla traduzione italiana (1965). Perché, cara Marisa, secondo me il “ politicamente scorretto “ c’era anche allora, c’è sempre stato. Perché, più che di “ scorrettezza “ si tratta di stupidità, cioè di incapacità di capire. I giovani, ad esempio, sono spesso stupidi, almeno finché non capiscono, cioè finché restano giovani. Ma credo che queste cose, visto il mestiere che hai fatto, tu le sappia benissimo.

  11. marisasalabelle ha detto:

    Purtroppo, molto spesso sono gli adulti a non capire niente…

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