Un razzismo di sinistra

Quando insegnavo, a volte qualcuno dei miei alunni più tamarri saltava su con questa affermazione:
«Gli immigrati devono comportarsi meglio degli italiani, perché sono ospiti, e devono essere riconoscenti per il fatto che li accogliamo, perciò se delinquono le pene per loro devono essere più severe.»
Mi sforzavo di far capire loro che un crimine, che sia furto, stupro o rapina, non può essere considerato più o meno grave a seconda della nazionalità di chi delinque. Ora mi rendo conto che sbagliavo, stando a ciò che dice non un sempliciotto qualunque, non un adolescente impulsivo, ma la governatrice di una regione italiana, per di più del PD. Una cazzata è più cazzata se la dice un esponente del PD che se la dice uno della Lega? No, certamente. Ma, per qualcuno, è più dura da digerire.
Cosa dicevo, solo pochi giorni fa, proprio su questo blog? «Non possiamo lasciare il razzismo e la pulizia etnica alla destra: esiste un razzismo di sinistra!» E io che credevo di fare una battuta…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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3 risposte a Un razzismo di sinistra

  1. wwayne ha detto:

    In questo caso non penso che ci fosse la lucida volontà di inseguire la destra su questo tema: a mio giudizio la Serracchiani ha semplicemente parlato senza riflettere sulle conseguenze di ciò che diceva, senza capire che la sua era una dichiarazione controversa, strumentalizzabile e in netto contrasto con la storia della sinistra.
    Non che questo alleggerisca la sua posizione, anzi la aggrava: se non sei capace di prevedere le conseguenze di ciò che dici o che fai, non puoi fare un lavoro come quello del politico, che ti porta ad avere un microfono costantemente sotto la bocca e uno stuolo di squali pronti ad approfittare di ogni tuo inciampo mediatico. Ma ragionando in questo modo dovrebbe cambiar mestiere anche Renzi, che si suicidò dicendo “Se perdo il referendum vado a casa”…

  2. tramedipensieri ha detto:

    Quando si è una persona che ha a che fare con la “polis” in qualche modo il cervello dev’esser pure collegato alla bocca.
    E soprattuto dovrebbe saper riflettere… in primis

  3. marisasalabelle ha detto:

    Penso che certe battute abbiano prevalentemente lo scopo di accarezzare un certo tipo di elettorato, da tempo il PD flirta con la destra ma la destra ha già i suoi partiti di riferimento e per questo a me pare che il corteggiamento piddino non possa avere un grande successo in quella direzione, mentre disgusta coloro che coltivano ideali diversi e che da tempo non si sentono più rappresentati dal PD.
    In quanto al crimine commesso dal richiedente asilo, certo che è odioso, certo che è inaccettabile: ciò su cui io non mi trovo d’accordo è che sia “più inaccettabile”. Se a trascinare la ragazza in un angolo buio e violentarla fosse stato un senzatetto italiano sarebbe stato “più accettabile”? Se a stuprarla fosse stato un professionista nel suo studio o un amico di famiglia sul divano del salotto sarebbe stato “più accettabile”?
    Ma, dice: il profugo noi l’abbiamo accolto e lui ci ricompensa stuprando una delle nostre donne! Io ci vedo un po’ questo, nella frase apparentemente banale della Serracchiani. Come se lo stupro non fosse stato commesso verso una persona ma verso la “comunità ospitante”, che poi spesso molto ospitante non è.

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