Proprio come scrivi tu

Sul romanzo di Teresa Ciabatti, La più amata, candidato e possibile vincitore del Premio Strega, si sono scatenate polemiche piuttosto accese. L’accusa più frequente è quella di essere scritto in uno stile sciatto: di essere l’opera di una persona che non sa scrivere. Frasi brevi e brevissime, paratassi, lessico piatto, banalità. In compenso ci sono i fan di Teresa che l’adorano e gli esercizi di quei lettori che stralciano brani da questo romanzo e brani da quello di una scrittrice e critica molto severa verso la Ciabatti, invitando chi legge a distinguere la lingua sciatta e banale dell’una dallo stile inimitabile dell’altra. Devo confessare che anch’io, confrontando stralci delle due scrittrici, non sono riuscita a trovare differenze enormi. Però io, anche se mi diverto molto quando qualche critico senza peli sulla lingua produce frasi incriminate, magari con supposti errori grammaticali e sintattici, quali prove della pessima qualità di un libro, non sono tanto d’accordo con questo tipo di analisi. Perché la frase isolata, secondo me, dice poco: lo stile si vede nell’insieme, quella tale espressione che il supercritico considera trita e ritrita magari è stata usata ad arte dall’autore per dar voce a un personaggio che dice solo cose trite e ritrite, quegli errori sintattici che correggeresti nel tema di uno studente di scuola media possono rientrare in una scelta stilistica particolarmente innovativa. Insomma, l’esercizio è divertente, e a volte lo faccio anch’io, ma spesso inutile, e io del resto non sono un critico letterario.

Sono andata alla presentazione del romanzo di Teresa Ciabatti e ho conosciuto l’autrice: una donna con folti capelli biondi, un viso accattivante, un largo sorriso e un grosso sedere. È simpatica, divertente, più che una scrittrice sembra una ragazza che cerca di spiegare qualcosa della sua complicata famiglia e costella il suo discorso di riempitivi come “ehmmm… ahhh…”. Il libro è come lei: la storia ti prende, a me poi la sua vicenda ha fatto venire in mente certe storie su un mio zio che aveva fatto un sacco di soldi in modo non del tutto chiaro e poi è precipitato in una crisi nera perdendo tutto, quindi mi ci sono immedesimata in modo particolare. Quanto allo stile… ecco, qui si potrebbe discutere se la sciatteria, la ripetitività, il lessico banale, i luoghi comuni, le frasi a singhiozzo rivelino una carenza o siano piuttosto un effetto che l’autrice ha inteso realizzare in piena consapevolezza. Lascio questo compito ai professionisti e riporto il commento di mia madre.
«Mi è piaciuto moltissimo, l’ho letto in due giorni. Appassionante, e poi, lo sai, a me piacciono i romanzi che scorrono, scritti bene: proprio come scrivi tu!»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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4 risposte a Proprio come scrivi tu

  1. tramedipensieri ha detto:

    Mi è mancato questo tuo scrivere sincero in modo ironico…
    ben trovata Marisa 🙂

  2. marisasalabelle ha detto:

    Ehi, bentornata! Anch’io ho sentito la tua mancanza…

  3. acabarra59 ha detto:

    “ [U]na donna con folti capelli biondi, un viso accattivante, un largo sorriso e un grosso sedere. “. Forse le recensioni andrebbero fatte così. Pro-Sainte-Beuve, per così dire.

  4. marisasalabelle ha detto:

    È la recensione fisiognomica, of course

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