Voglia di vivere

Alla stazione, aspettando il treno. C’è una panchina sulla quale sono sedute tre persone, e dove ci sarebbe posto anche per me, specialmente se una delle persone sedute spostasse la sua borsa, che sul sedile occupa uno spazio non inferiore a quello che potrei occupare io. Mi siedo sul bordo della panca e sbircio la proprietaria della borsa: ha capelli biondissimi, tenuti da un fermaglio di strass. Indossa giacca e stivaletti scamosciati, jeans costellati di borchie e la sua borsa blu è anch’essa superborchiata. La donna ha le cuffie infilate nelle orecchie, consulta febbrilmente il suo cellulare, la cui cover variopinta ricorda un prato in fiore, a un tratto inizia a parlare a voce alta con quella che immagino sia una cara amica:
«Sì… la poesia che ho mandato alla psscologa… alla pssscologa… le ho mandato una poesia, e lei ha detto che significa che nonostante tutto ho ancora tutta la mia voglia di vivere…»
Intanto che parla spinge la borsetta borchiata verso di me, fino a che non mi vedo costretta ad alzarmi. Chissà, anche questo, penso, probabilmente dimostra che non ha perso la sua voglia di vivere.

Annunci

Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
Questa voce è stata pubblicata in diario e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Voglia di vivere

  1. Oggi mi sento abbastanza “vecchia” da indicare con aria ingenua la borsa e chiedere “posso?” “E’ occupato?”. Di solito la persona a quel punto, anche se ha le cuffie, le toglie un momento e finge almeno di scusarsi e toglie la borsa. Faccia di tolla per faccia di tolla…

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, di solito lo faccio anch’io! 🙂

  3. acabarra59 ha detto:

    “ Venerdì 28 gennaio 2000 – Il giovanotto – un obbiettore-di-coscienza – che, con la sigaretta sull’orecchio – un tocco di retrò non guasta – e lo zainetto – gonfio – sulle spalle, soggiorna davanti al bancone del bar né accenna a scansarsi neanche un po’ per consentirmi di impugnare la mia – sospirata – tazza di caffè, mi fa riflettere ancora una volta sulla questione dello spazio. « Nel senso di Raum? » Facciamo Lebensraum « Che è meglio? » Non mi fare ridere che non c’ho più neanche le labbra. “.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...