Eccomi

Eccomi, l’ultimo romanzo di Jonathan Safran Foer, è un libro esagerato. Per la lunghezza, prima di tutto: 666 pagine nell’edizione italiana. Per la quantità dei temi trattati, per l’abbondanza dei personaggi, per i diversi stili e modalità espressive che usa. Molti l’hanno criticato per questo, dicendo che Foer questa volta ha voluto strafare. Io non sono d’accordo. Per me il libro è bellissimo e l’ho letto d’un fiato… un fiato un po’ lungo, vista la mole del tomo!
Ci sono Jacob e Julia Bloch: una tipica coppia ebrea americana. Sposati da circa 15 anni, con tre figli, il più grande dei quali, Sam, si prepara al Bar Mitzvah, la cerimonia che sancisce l’ingresso nell’età adulta. Jacob e Julia, non religiosi, vogliono che Sam faccia il Bar Mitzvah per far piacere al bisnonno, un anziano scampato ai campi di concentramento. Quindi nel romanzo sono presenti quattro generazioni: Isaac, il bisnonno, che morirà prima di poter assistere alla cerimonia; Irving e Deborah, i genitori di Jacob; Jacob e Julia; i loro figli. Di cosa parla il romanzo? Della crisi matrimoniale di Jacob e Julia; dei ragazzi, ciascuno con una personalità ben precisa e particolari problemi; della morte e del funerale del vecchio Isaac; di una catastrofe che colpisce Israele in un crescendo di gravità: prima un terremoto, che devasta gran parte del territorio, poi un’epidemia di colera, infine una guerra in cui Israele si trova coinvolta e che causerà la distruzione dello stato ebraico.
In mezzo a queste forti tematiche sono inseriti episodi minori ma ugualmente significativi, come la simulazione di un’assemblea ONU cui partecipano Sam, il figlio più grande dei Bloch, la sua amica Billie e alcuni genitori come coordinatori; l’aggravarsi delle condizioni di salute del vecchio cane Argo e la decisione sofferta di sottoporlo all’eutanasia; le domande sulla morte di Benji, il figlio più piccolo; le avventure di Sam in Other Life, una sorta di gioco di ruolo che il ragazzo prende molto sul serio; le vicende di Tamir e Noam, i cugini israeliani, e altro ancora.
Un’altra caratteristica di questo romanzo sono i diversi stili adottati: gran parte è in terza persona, con un narratore esterno, ma vi sono alcune parti in cui il narratore diventa Jacob, c’è la trascrizione di telefonate, messaggi, conversazioni in chat.
Nonostante questa straordinaria ricchezza e complessità il libro si legge benissimo, è avvincente e va a fondo nelle tematiche trattate. Infine una curiosità: il titolo “Eccomi” allude alla chiamata di Abramo, quando Dio gli chiede di sacrificare suo figlio.
Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!»

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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Una risposta a Eccomi

  1. acabarra59 ha detto:

    “ Domenica 9 maggio 2010 – Eccomi al Museo Etrusco di Villa Giulia. Ecco i custodi: stanno a baccajà – « Dov’è annata Marina? » « Dice che annava a prenne un caffé » « E quanno torna? » « Boh ». “. [*]
    [*] Quis custodiet custodes?

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