Non ci siamo

Sul Venerdì di Repubblica, oggi in edicola, un ampio servizio sul giallo italiano. Pare che questo genere stia avendo un grande sviluppo nel nostro Paese. In ogni città, villaggio o casolare d’Italia uno scrittore sta scrivendo un giallo, o un noir, o un mistery, un poliziesco, scegliete pure la definizione, o la sfumatura, che più vi aggrada. Il settimanale ha stilato una lista regione per regione. Con ansia, ma senza farmi illusioni, ho scorso la lista e letto l’articolo nel caso eventuale che fosse citato anche il mio libro. Non c’era, naturalmente. Eppure, accanto a Camilleri, a Lucarelli, a Macchiavelli e Guccini, a Manzini, sono presenti anche autori meno famosi. C’è Flavio Santi, che ha vinto il Premio Provincia in Giallo, sconfiggendo le altre due finaliste, che eravamo io e Maria Silvia Avanzato. Ma c’è anche Roberto Centazzo, che in quel premio non è arrivato neppure alla semifinale, per dire… Sarò mica io la solita sfigata, l’outsider, come sono stata definita in una recensione, quella che ha pubblicato un romanzo buono, sì, bello, addirittura, secondo alcuni, ma che non merita di essere menzionato tra i “nuovi gialli italiani”?
Leggo con più attenzione l’articolo e comincio a capire qualcosa: ognuno dei romanzi segnalati ha come protagonista un commissario o un vicequestore (come va di moda ultimamente, sulla scia di Rocco Schiavone) o al peggio un ispettore. Io, siamo seri, che cos’ho? Un maresciallo dei carabinieri ottuso e svogliato, alcuni suoi subalterni dei quali non si capisce neanche come si chiamino esattamente, e un pivellino di giornalista: nessuno di costoro riesce a risolvere il caso… no, no, cara Marisa. Non ci siamo. Non ci siamo proprio!

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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11 risposte a Non ci siamo

  1. wwayne ha detto:

    Come ha scritto lei, il giallo è un genere letterario diviso in mille sottogeneri, e quindi di servizi come quello se ne potrebbero scrivere uno la settimana, citando ogni volta degli autori diversi. Anche perché in Italia il genere ha sempre “tirato” molto, sia tra gli scrittori che tra i lettori: lo si può intuire già solo dal fatto che Mondadori faccia uscire in edicola addirittura due gialli al mese, un inedito e una ristampa.
    Ad ogni modo, come ha detto lei, l’autore dell’articolo ha sbagliato nel farsi guidare troppo dai propri gusti personali, che evidentemente lo portano a prediligere il giallo classico, quello in cui c’è un detective geniale alla Poirot o alla Sherlock Holmes che ha l’occhio più lungo e il cervello più fino degli altri. Amo quanto lui questo tipo di giallo, ma se avessi dovuto stilare una lista come quella anch’io avrei cercato di renderla più variegata. Le classifiche formate da libri, canzoni o film tutti uguali tra loro le trovo tremendamente noiose.
    Sa che mi sto portando dietro un romanzo da quasi 3 mesi? Ci sto mettendo così tanto perché l’autore inserisce mille digressioni inutili che appesantiscono moltissimo il testo, e queste digressioni mi fanno così rabbia che appena ne becco una per il fastidio chiudo il libro e non lo riapro fino al giorno dopo.
    Se in tutto questo tempo non ho ancora mollato il libro per l’esasperazione, è perché ha un concept di base irresistibile: l’idea che 4 stati del Nord America si stacchino dagli Stati Uniti per governarsi da soli. Un romanzo di fantapolitica scritto negli anni 90 ma quanto mai attuale in un periodo come questo, in cui la Gran Bretagna è uscita dalla UE e le teorie sovraniste imperversano anche in tutti gli altri stati (Italia in testa). Il romanzo è “Stato di emergenza” di Steve Pieczenik.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Per quel che mi riguarda, so di non essere un astro nascente della letteratura, mi piace definirmi “un’onesta narratrice”, ma sono consapevole del fatto che non è la bontà di un testo l’unica componente del suo successo. Dal mio debutto nel mondo dell’editoria, con la fortuna/sfortuna di essere pubblicata da un editore importante (il che ha vantaggi e svantaggi su cui ora non mi dilungherò) ho avuto come l’impressione di essere una “fuori del giro”, il che è vero, naturalmente. Alla premiazione de “La Provincia in Giallo” la gentilissima organizzatrice, Bianca Garavelli, presentandomi disse: “Si tratta di un romanzo di esordio, il che dimostra che anche gli esordienti possono scrivere bei romanzi”. In quel momento (non era ancora stato proclamato il vincitore) capii di non aver vinto. Lo dico senza amarezza, sono già felice di avere avuto la mia opportunità e spero di poter pubblicare ancora: non sono una complottista né mi piace fare del vittimismo, ma la sensazione che ci siano altre componenti nel successo di un’opera, oltre al suo valore, l’ho avuta. Poi, il romanzo in questione non è sufficientemente ruffiano: come ho scritto sopra, non c’è un commissario, le forze dell’ordine ci fanno una figura meschina e nemmeno Saverio, il brillante giornalista-investigatore, riesce a risolvere il caso…
    P.S.: non conosco il romanzo di cui parli….

    • wwayne ha detto:

      In effetti, quando un candidato viene lodato prima dell’annuncio del vincitore, c’è un’altissima probabilità che quegli elogi non siano altro che un premio di consolazione.
      Riguardo al libro che Le citavo, è perfettamente comprensibile che Lei non lo conosca: è uscito in edicola, e i libri da edicola hanno questa triste sorte, quando esce il numero successivo cadono subito nel dimenticatoio…
      Riguardo alla Sua speranza di pubblicare ancora, non vedo perché no: conosco un giallista che ha “sfondato” molto meno di Lei (perché ha sempre pubblicato con piccoli editori) ed è già al terzo romanzo, quindi perché Lei dovrebbe fermarsi al primo? Non si perda d’animo, che ha ancora tante cartucce da sparare! 🙂

  3. marisasalabelle ha detto:

    Ti spiego: il piccolo editore ha poche pretese sulle vendite, perciò ripubblica volentieri anche chi non ha sfondato. Il grosso editore vuole più numeri. Quando pubblica un esordiente, il grosso editore ha due possibilità: o ne fa un best seller annunciato, lanciandolo con grande fragore, o lo manda incontro al suo destino, fornendo il minimo supporto. Se va da solo, bene, se no si passa al prossimo. Mi dirai: perché non hai pubblicato con un piccolo? Perché ho tentato molte vie, e alla fine è capitata, fulmine a ciel sereno, la Piemme. La mia fortuna… sì, e anche no…
    Comunque io non dispero, faccio solo la cronaca di quanto ho potuto constatare, noto che l’esordio non è la sola difficoltà che l’autore di belle speranze incontrerà sul suo cammino, rivelo forse dettagli che non dovrei svelare… sono fatta così! 🙂

    • wwayne ha detto:

      Ma il Suo editore aveva stabilito un numero minimo di copie da vendere per ottenere una seconda pubblicazione? Se sì, l’ha raggiunto e/o superato?

  4. marisasalabelle ha detto:

    Difficile a dirsi… in quel tipo di ambiente tutto resta sul vago… so quanti libri ho venduto nel 2015, da luglio a dicembre; ancora non so quanti ne ho venduto nel 2016; so quanti ne sono stati stampati… ma non so con certezza quanto il mio editore considera sufficiente per dare l’ok a una nuova pubblicazione. Sappi però che non mi ha ancora detto né sì né no: sta pensando…
    E no: se mi chiedi i numeri esatti, non te li dico!

    • wwayne ha detto:

      Non si preoccupi: se avessi voluto i numeri esatti glieli avrei chiesti papale papale. Non mi piace girare intorno alle questioni.
      Ad ogni modo, una risposta fumosa da parte del suo editore come quel “ci sto pensando…” è sempre meglio di un bel “ti ricompri i libri o li mandiamo al macero?” Non ha idea di quanti autori emergenti si trovino davanti una proposta del genere.
      Ricordo che tempo fa qui su WordPress beccai proprio un giallista (Marco Ernst) che aveva ricevuto questa proposta, si era ricomprato tutte le copie invendute dei suoi due romanzi e cercava di rivenderli pubblicizzandoli sul suo blog. Glieli comprai tutti e due, e ricordo che mi piacquero. Quasi quasi cerco di ripescare la sua mail, e gli chiedo se nel frattempo ha scritto altro…

  5. marisasalabelle ha detto:

    No, no, non siamo a questo… 😉

  6. marisasalabelle ha detto:

    Grazie per la dritta… e a presto!

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