Un americano

Suona il mio cellulare proprio nel momento in cui sul display leggo: «messaggio da Claudio»
Claudio è un mio caro amico, un ex compagno di scuola: della nostra classe di liceo, diciotto diplomati nel 1973, più qualche personaggio che ha fatto con noi un tratto di strada per poi scomparire nei meandri della dispersione scolastica, siamo una decina ad aver mantenuto i contatti negli anni. Ci vediamo per una pizza ogni tre o quattro mesi e abbiamo un gruppo su WhatsApp sul quale condividiamo sciocchezze.
«Pronto!»
«Pronto, parlo con la signora Marisa?» mi chiede simulando un leggero accento straniero.
Che scemo, penso, e intanto gli rispondo sussiegosa: «Sì, sono io!»
«Sono un americano…»
«Ah, certo, come no: un americano. E mi dica, signor americano, in che cosa posso esserle utile?»
Proprio tipico di Claudio esordire così, è rimasto un gran giocherellone! Appassionato di cinema, ci scommetto che fra un attimo mi reciterà qualche battuta di Taxi Driver o del Cacciatore. Sì, lo so che non sono proprio le ultime uscite, ma lui è rimasto a quei film lì, sono i suoi oggetti di culto, i suoi feticci.
«Sa, non la importunerei, se il signor Massimo non mi avesse assicurato riguardo alla sua disponibilità a leggere il mio testo…»
Il signor Massimo? Il suo testo? Ma che cazzo… e improvvisamente mi torna in mente tutto: il mio amico Massimo, l’americano che ha scritto un racconto sulla vita del proprio padre in tempo di guerra, la mia promessa di rivedere il suo testo. Cerco di recuperare:
«Certo, certo, sono disponibile: vuole mandarmi il file o preferisce consegnarmi il manoscritto cartaceo?»
E intanto cerco di ricordarmi le stupidaggini che gli ho detto mentre pensavo che fosse Claudio… Il quale, su WhatsApp, si era limitato a inviare saluti e richieste di notizie a tutti noi del gruppo, con grande dispiego di emoticon raffiguranti faccine sorridenti, baci e saluti con la mano.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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