Non mi manca

Quello che non mi manca della scuola… sono tante le cose che non mi mancano, principalmente non mi mancano affatto le pile di compiti da correggere, che sono state la mia croce negli ultimi anni. Perché dai compiti da correggere puoi aspettarti qualche piccola soddisfazione, qualche sana risata ma anche tanta tanta noia. Ma quello che non mi manca è la scansione della vita in periodi dedicati a determinati autori e momenti storici. Ora per esempio siamo in gennaio e io, già completata la valutazione del trimestre, cosa starei facendo? Petrarca in terza, Foscolo in quarta, Pirandello in quinta. Tutta gente degnissima, intendiamoci. Ma non se è la quadrimillionesima volta che li proponi a una platea che devi assolutamente rendere interessata ai tormenti interiori di questi illustri personaggi. Il dissidio interiore del Petrarca, l’ossessione di Foscolo per le tombe, le farneticazioni di Pirandello. Foscolo non si chiamava Ugo ma Niccolò, Petrarca morì il giorno prima di compiere settant’anni, che sfiga! E Pirandello, quando gli comunicarono che aveva vinto il Nobel, si mise alla macchina da scrivere e cominciò a scrivere Pagliacciate pagliacciate pagliacciate, un po’ come Jack Nicholson all’Overlook Hotel. Anche gli aneddoti dopo anni che li racconti diventano stantii. E non è che se ne possano inventare di nuovi. Ecco, non mi mancano affatto questi mesi scanditi dalla lettura di certe opere, in una successione cronologica che non poteva variare più di tanto: ottobre era il mese di Verga, novembre di Pascoli, a maggio sempre e comunque Machiavelli, Leopardi, Montale. Basta. Ora, se mi va, posso leggere Ariosto in settembre e Ungaretti in agosto. O posso anche non leggerli mai più.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Non mi manca

  1. wwayne ha detto:

    Anch’io detesto la correzione dei compiti. Più degli sfondoni, mi deprime il fatto che molti ragazzi tendono a darmi risposte della lunghezza di un sms, anche quando gli chiedo argomenti sui quali sia io che il manuale abbiamo speso fiumi di parole. Poi però ti capita quel compito su 20 che invece è completo in ogni sua parte, e magari ti aggiunge anche delle considerazioni personali da urlo, e quello da solo ti ripaga di tutti gli altri compiti escrementizi.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Sì, questo è vero, e il sollievo che si prova nel pensare: ha capito! non ha solo studiato, ha capito, quindi vuol dire che capire era possibile, e che volendo si poteva anche studiare… 😉

    • wwayne ha detto:

      Giusto, mi ero scordato di dirlo: quando c’è almeno un compito fatto bene è un sollievo anche per il professore, perché vuol dire che non è stato lui a fare domande impossibili e/o a spiegar male, ma è proprio la classe che non è in grado.
      Ecco, è questa la cosa che mi dispiace di più: molti dei miei ragazzi non sarebbero in grado di fare un buon compito neanche studiando 5 ore al giorno, perché gli manca la capacità di imbastire un discorso articolato. Come dicevo prima, per loro già riuscire a dare una risposta da sms è un risultato straordinario. Questo in una materia tecnica o scientifica penalizza il giusto, ma in delle materie discorsive come le nostre è un vero dramma… che mi consiglia di fare?

  3. marisasalabelle ha detto:

    Eh, non è facile! Se alla base di questa laconicità ci sono carenze nella capacità espositiva o argomentativa, bisogna cercare di incrementarle, proponendo esercizi ad hoc. Una cosa che facevo a volte, utilizzando la LIm, era una piccola guida “come rispondere alle domande”. Analizzavo insieme a loro la domanda, cercavo di capire cosa chiedeva, se era semplice o articolata, qual era il modo migliore per soddisfarne tutti i punti.
    Se invece la brevità delle risposte dipende da scarse conoscenze, l’unico rimedio è studiare di più. Mi ricordo che a volte dubitavo delle capacità argomentative di certi miei alunni fino a quando non si decidevano a studiare sul serio: allora sì che vedevo che le risposte erano ampie ed esaurienti!

    • wwayne ha detto:

      In una classe mi sono tolto il dubbio appena ho visto che sapevano fare i temi: se sai riempire 3 o 4 colonne di un foglio protocollo con dei pensieri espressi in un italiano articolato e comprensibile, allora vuol dire che è una questione di studio e non di altro.
      In un’altra classe invece gli alunni sono stati molto poveri nell’esposizione anche quando li ho messi di fronte ad un tema facilissimo, e quindi la situazione è più preoccupante.
      Interessante la guida a cui fa riferimento. Ovviamente non ho a disposizione una LIM, ma mi farebbe piacere darle un’occhiata. Ha un link da fornirmi, per favore?

  4. marisasalabelle ha detto:

    E’ materiale grezzo che ho fatto io… l’ho in formato LIM, ma posso trasformarlo in pdf. Te lo mando per mail!

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