Irresistibili

In un mite pomeriggio di dicembre, al termine di una giornata piena di sole, siedo al tavolino all’aperto di un locale in Piazza dell’Ortaggio, avvolta nel mio fiammante cappotto rosso, a pochi centimetri dal fungo riscaldante (perché, mite, d’accordo, ma è pur sempre dicembre…). Mi guardo pigramente intorno e, seduto al tavolino alla mia destra, vedo un giovane le cui fattezze mi sembrano familiari.

«Matteo!» lo chiamo. «Questa volta ti ho riconosciuto all’istante, ammetterai che sono stata brava!» aggiungo mentre mi tornano alla mente un paio di occasioni in cui, incontrandolo, non l’ho identificato immediatamente, causa la mia scarsa attitudine fisionomistica. Proprio lui, uno dei miei irresistibili! Sì, perché quando, qualche tempo fa, ho scherzosamente elencato le tipologie di ragazzi che ho preferito nella mia carriera di insegnante, ne ho dimenticata una: quella degli irresistibili, appunto.

Chi sono gli irresistibili? Che cosa li distingue dagli altri? Non sono i più bravi e diligenti (lo stesso Matteo non è mai stato un grande studioso) né i più disinvolti e brillanti (Fabio andava letteralmente nel pallone ogni volta che doveva rispondere su qualsiasi argomento) e nemmeno i più belli (Simone aveva il viso coperto di brufoli e Andrea un naso decisamente imponente). Gli irresistibili sono quelli che appena li vedi ti fanno allargare la bocca in un sorriso, che basta che siano in classe perché ti senta di buon umore, che appena li senti parlare ti fanno venire un’allegria strepitosa. Non sono tanti gli irresistibili, nella mia lunghissima carriera non ne avrò incontrato più di una dozzina. Merce preziosa…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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2 risposte a Irresistibili

  1. wwayne ha detto:

    Una mia collega trovava irresistibile un alunno che avevamo in comune l’anno scorso. Ciò che lo rendeva così simpatico ai suoi occhi era il fatto che, pur frequentando la prima liceo, fosse infantile come un bambino delle elementari. Io invece non lo sopportavo, perché tentava di copiare ai compiti e passava l’ora con la schiena girata a chiacchierare con gli alunni più indisciplinati. Era il loro lacché: la sua immaturità lo rendeva un tirapiedi perfetto.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Naaa… niente a che vedere con i MIEI irresistibili…
    però su una cosa ti devo dare ragione: c’è un pizzico di naif in ogni irresistibile

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