Teoria e pratica

Esco con le mie amiche di sempre, Mara e Marella. Decidiamo di prendere la macchina di Mara: Marella non ha la patente, non l’ha mai voluta prendere, e io se posso preferisco non guidare. Mara parte sgassando come un pilota di rally, si immette in strada senza guardare né a destra né a sinistra, è una donna tutta d’un pezzo, lei. È sera, piove, il traffico è intenso sul viale alberato.

«Non sapete cosa mi è successo l’altra sera! Ero andata a cena fuori con le amiche della palestra. Lo confesso, avevo bevuto una birra di troppo. Ma non ero ubriaca, eh! Piuttosto, mi stava venendo sonno. Per un pelo non ho rischiato di andare a sbattere contro una transenna… non l’avevo vista, sapete… ero andata un po’ troppo sulla destra, così!»

Gira bruscamente lo sterzo per darci una dimostrazione pratica. Ci avviciniamo pericolosamente al bordo della strada, sento il toc del nostro specchietto che urta lo specchietto di un’auto parcheggiata.

«Mara…» sussurro.

«Niente paura! Ho il controllo della situazione! Ti dicevo che ho sbandato un po’… sai, più o meno così…»: dà un colpetto al volante verso sinistra, al centro della strada rischia di scontrarsi con un motorino che viene in senso contrario.

«Mara?» mi allarmo.

«Alla fine ho controsterzato… mi sono ritrovata a un centimetro dalla transenna… ma con grande prontezza ho ripreso il controllo della vettura!»

Uno schianto ci avvisa che stavolta la transenna l’abbiamo centrata in pieno.

«Mara» commento. «Non c’era bisogno che ci dessi la dimostrazione pratica. Bastava la teoria!»

Ah! Chi l’ha detto che sono la peggior automobilista in circolazione?

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Teoria e pratica

  1. marisasalabelle ha detto:

    Quando il realismo sconfina un po’…

  2. wwayne ha detto:

    Anch’io ho un rapporto conflittuale con la guida. Anzi, più che conflittuale è meglio definirlo nullo: ho preso la patente l’anno scorso, a 26 anni suonati, e da allora non ho più guidato un solo giorno in vita mia. Questo per due motivi;
    – dopo aver preso la patente ho sempre lavorato in posti che si raggiungevano meglio in treno che in macchina, e quindi non avevo necessità di tenermi in esercizio;
    – il più importante: sono consapevole che dietro ad un volante sono un pericolo per me stesso e per gli altri.

  3. marisasalabelle ha detto:

    No, questa è una sciocchezza: saper guidare è indispensabile. Io sono stata pigra come te, da giovane, ho preferito farmi scarrozzare da mio marito, di conseguenza se devo fare tragitti lunghi mi sento a disagio e non vado in autostrada se non sono proprio costretta… ma sono limiti grossi, quindi devi superare il tuo senso di inadeguatezza e prendere confidenza con l’automobile.
    Ma non mi hai ancora detto dove sei quest’anno!

    • wwayne ha detto:

      Si fidi: non è senso di inadeguatezza, ma la pura e semplice realtà.
      Comunque non era l’autostrada il mio punto debole, ma altre cose come la retromarcia, i parcheggi e soprattutto le partenze in salita: per farle bene ci vuole una coordinazione di movimenti che non raggiungerei nemmeno se ci provassi per vent’anni.
      Riguardo al mio attuale posto di lavoro, Le rispondo per mail. 🙂

  4. marisasalabelle ha detto:

    Ma queste sono cosette che con un po’ di pratica si acquisiscono facilmente! E se te lo dico io, la Nuvolari di Pistoia!

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