Un post che rosica

Avvertenza per i lettori del blog: questo è un post che rosica.

Tutti gli anni in Italia vengono bandite decine e decine di concorsi e premi letterari. Alcuni di questi sono specificamente dedicati al romanzo giallo e noir. Partecipare a tali premi non è facilissimo, bisogna navigare nel web col fiuto di un segugio per intercettare bandi e scadenze, convincere il proprio editore a inviare il necessario numero di copie oppure sobbarcarsi l’impegno di  partecipare a proprio nome, acquistando un congruo numero di copie e inviandole al concorso. C’è una differenza infatti tra gli autori che pubblicano con piccole o piccolissime case editrici e quelli che hanno avuto il colpo di fortuna di essere pubblicati da un grosso editore. Nel primo caso l’autore si rifornisce di innumerevoli copie della propria opera e le spaccia in occasione di presentazioni, cene con gli amici e regali di Natale: quelle che gli avanzano può sempre mandarle ai concorsi letterari. Chi pubblica con un grande editore non ha copie del proprio romanzo, tranne le dieci che gli toccano per contratto e che generalmente vengono distribuite ai parenti dell’autore. Il quale, se ha bisogno di altre copie, deve comprarle, godendo di uno sconto del 30%. È evidente perciò che partecipare a un concorso può essere molto oneroso per un autore, soprattutto in considerazione del fatto che di solito il numero di copie richiesto si aggira intorno alla decina. E l’editore, che di copie del libro ne ha a iosa, non sempre è disposto a mandarne un tot al tale o talaltro premio e a sostenere il suo autore. Il grosso editore infatti di autori ne ha molti, e tutti più importanti di quello che con insopportabile petulanza vorrebbe iscriversi a tutti i concorsi.

Tutto questo per dire che la sottoscritta ha partecipato a tre concorsi con risultati non troppo lusinghieri: solo a uno di questi, infatti, è arrivata in finale, ma non ha vinto. Curiosa come una scimmia, però, la vostra affezionatissima ha seguito l’andamento delle varie competizioni, quelle a cui ha partecipato e quelle cui non ha potuto partecipare. Come lei, altri autori si sono candidati a più di un premio. Leggere i titoli dei partecipanti (che non tutti rendono pubblici), dei semifinalisti e dei finalisti è come partecipare a una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola. To’! Tizio è finalista del premio A, ma sbaglio o è stato finalista anche del premio B? Guarda guarda, Caio ce l’ha fatta, al quinto concorso cui partecipa, finalmente è in semifinale… E la perplessità finale: Sempronio non era nemmeno in semifinale, quando io sono rientrata fra i tre finalisti, Orazio e Virgilio erano semifinalisti e io li ho sbaragliati, allora, e invece ora, al concorso Z, tutti e tre loro sono superfinalisti e io non ci sono rientrata neanche per il rotto della cuffia…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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