Ciuffo

Ero preoccupata. Per molti anni ho avuto modo di osservare l’evolversi delle capigliature maschili nella fascia d’età tra i 15 e i 20 anni. Ho visto capelli corti e lunghi, acconciature rasta, crani rasati,  crani rasati con motivi decorativi e intagli, ciuffi piastrati, calotte di gel. L’anno scorso, per esempio, andava molto un piccolo chignon sulla sommità del capo, con taglio sfumato sulla nuca. Ma da quando non vado più a scuola non riesco a tenermi aggiornata come vorrei sull’argomento. Per fortuna ieri pomeriggio, dovendomi recare a Pescia col treno, ho avuto modo di incontrare un gruppo di studenti usciti da scuola, e ho potuto verificare quale sia la tendenza del momento. Capelli corti ma non cortissimi, un filo di basetta e, sulla fronte, un alto, gonfio, magnifico ciuffo barocco.

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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7 risposte a Ciuffo

  1. wwayne ha detto:

    In realtà lo chignon sulla sommità del capo (con resto del cranio rasato) va ancora alla grandissima. Seguito da un’acconciatura altrettanto trash: capelli lunghi fino alle orecchie e rasati dalle orecchie in giù, il che dona alla capigliatura una forma a fungo semplicemente inguardabile.
    Medaglia di bronzo per l’undercut: capelli rasati ai lati e di lunghezza normale in mezzo. Delle 3 è l’acconciatura più normale, a patto che i capelli nel mezzo non vengano lasciati crescere fino a formare un lunghissimo ciuffo che cade solo da una parte: quel tipo di ciuffo è smaccatamente femminile, e quindi su un ragazzo è il classico cazzotto in un occhio.

  2. marisasalabelle ha detto:

    Maschile, femminile… che categorie sorpassate! 😉

    • wwayne ha detto:

      In effetti mi rendo sempre più conto di quanto sono antico. Sono cresciuto negli ultimi anni in cui c’erano il maschile e il femminile e i confini erano netti, non c’erano tutte le situazioni ibride e confuse che ci sono adesso.
      E la gran confusione della società odierna non si ferma mica soltanto al genere: pensiamo ad esempio ai mille modelli di famiglia che hanno cominciato a diffondersi, e al fatto che tutti vengano presentati come perfettamente legittimi ed equivalenti. Oggi ci vogliono convincere che la famiglia è una sorta di laboratorio in cui si può sperimentare ogni soluzione, ché tanto qualsiasi combinazione andrà bene. Ovviamente non è affatto così: quando ce ne renderemo conto, purtroppo delle nostre “sperimentazioni” avrà già fatto le spese un’intera generazione.
      Secondo alcuni la colpa principale di questa situazione è da attribuire ai gay. Io non sono d’accordo, e anzi mi scuso se quanto ho scritto sopra può apparire omofobo: quando parlavo di “situazioni ibride e confuse” mi riferivo non tanto alla comunità LGBT, quanto piuttosto a tutte quelle mode (i metrosexual, i gender neutral eccetera) che imperversano anche tra persone che a questa comunità sono del tutto estranee.
      Al contrario, io solidarizzo con i gay, perché sono il capro espiatorio di una situazione che in realtà è stata determinata dal crollo dei valori e delle certezze in tutta la società: adesso anche l’ovvio non è più ovvio, e quindi anche le cose basilari (la distinzione in maschio e femmina, la famiglia tradizionale eccetera) cominciano a venire messe in discussione, quando non addirittura ridicolizzate.

  3. marisasalabelle ha detto:

    In realtà, io credo che quelle che tu chiami situazioni ibride ci siano sempre state, solo che una volta non emergevano alla luce. Può darsi che alcune tendenze particolari o estreme siano in parte frutto del tipo di società in cui viviamo, in cui l’individuo è portato a distinguersi, ad ascoltare in modo anche a volte esasperato le proprie pulsioni, ma io credo che anche cinquanta o cento anni fa (e ancora più indietro) molte persone non si sentissero a loro agio nei panni maschili o femminili, ma non ne avevano consapevolezza o comunque non avevano il diritto di esprimere la loro diversità.

    • wwayne ha detto:

      E’ possibilissimo che Lei abbia ragione. Tuttavia, a preoccuparmi maggiormente non sono le situazioni ibride in cui le singole persone scelgono di posizionarsi, ma la sempre più dilagante disgregazione dei nuclei familiari e del valore della famiglia in generale. Ci vorrebbero convincere che questo non è poi un gran problema, perché in fondo per i bambini non fa questa grande differenza crescere con genitori uniti o separati: altra gigantesca bugia, perché per la felicità e l’equilibrio di un bambino è semplicemente fondamentale che i genitori stiano insieme.
      So che c’è una corrente di pensiero per cui “Il bambino soffre di più con due genitori uniti e infelici che separati e felici”: tuttavia ho sempre pensato che questa fosse una frase falsa e autoassolutoria, inventata da genitori che non sapevano gestire il proprio senso di colpa, e quindi sono arrivati a partorire la frase paradossale per cui a separarsi hanno fatto addirittura un favore ai loro figli. Ma mi faccia il piacere, come diceva Totò.

  4. Mr.Loto ha detto:

    Sei una osservatrice… io non faccio mai caso ai capelli, a meno che non siano alte creste viola!!
    Buona serata.

  5. marisasalabelle ha detto:

    Ci avresti fatto caso anche tu, se avessi passato gli ultimi 25 anni in mezzo ad adolescenti variamente acconciati…

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