Titoli

Menomale che vado in pensione. Perché io, se dovessi presentare il mio curriculum alla scuola in cui ho prestato servizio continuativo e – credevo – onorevole per 25 anni, finirei senz’altro in fondo alla lista, non avendo “ulteriori titoli rispetto al titolo d’accesso”, “certificazione linguistica B2 o superiore in lingua straniera”, “certificazione informatica”, non avendo “esperienze documentate nell’impiego delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nell’attività didattica”, “esperienze documentate di assunzione di compiti e di responsabilità nella organizzazione e/o erogazione della formazione del personale della scuola”, “esperienze documentate di apporto al miglioramento dell’istituzione scolastica mediante elaborazione di progetti, partecipazione a bandi UE, MIUR, Regione, Provincia, Comune ecc.”, per non parlare della “assunzione di compiti e di responsabilità organizzativi nelle attività della scuola”: tutti requisiti richiesti per l’unico posto disponibile nella mia classe di concorso. Mi domando come abbia fatto una persona come me, con una sua mediocre laurea post-sessantottina in lettere, a lavorare per tanti anni senza averne i requisiti, truffando gli onesti cittadini e rovinando generazioni di studenti…

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Informazioni su marisasalabelle

Sono nata a Cagliari il 22 aprile 1955. Vivo a Pistoia. Insegno. Mi piace leggere e scrivere.
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6 risposte a Titoli

  1. wwayne ha detto:

    Io invece mi domando come farà il Suo ex preside a trovare il Superman che sta cercando per rimpiazzarLa. Ho paura che, se anche lo trovasse, con un curriculum come quello preferirebbe lavorare per la NASA… 🙂

  2. marisasalabelle ha detto:

    Non è tanto (o soltanto) il preside, quanto tutta una nuova trafila cui mi pare che le scuole, volentieri o meno, si stiano adeguando rapidamente. Griglie di competenze da compilare, per aspirare a una cattedra in un dato Istituto, ne ho viste molte, e sono tutte più o meno uguali. Si può inorridire o si può sorridere: alcune delle competenze richieste sono inutili (a che serve la certificazione di informatica per insegnare lettere? Io non ce l’ho, ma uso pc, LIM, internet, posta elettronica e tutto quel che serve da moltissimi anni. A che serve il B2 di inglese? Non per insegnare grammatica italiana o letteratura italiana, penso…), altre sono estremamente ambiziose, e, come tu osservi giustamente, sembra che più che un insegnante si debba assumere un super esperto… uno che con tali competenze, figuriamoci se va a insegnare per 1200 euro…

    • wwayne ha detto:

      Anche questa è una sottile forma di propaganda: dà l’impressione di uno Stato rigoroso e al passo coi tempi. Certo, gli addetti ai lavori sono in grado di capire che molte di queste competenze sono inutili, ma l’uomo della strada no, ed è l’uomo della strada che ti fa vincere le elezioni…

  3. marisasalabelle ha detto:

    Questo però mi disgusta…

  4. Io e il Signor H ha detto:

    E’ allucinante infatti. Io sto prendendo la laurea magistrale e insegnare è da sempre il mio sogno. Ho visto professori a dir poco da brivido, che non so nemmeno come possano essere arrivati ad avere una cattedra ed io, che sto studiando solo per questo, mi ritrovo sempre più demotivata.
    Ho 26 anni, sto andando a convivere e come posso permettermi di continuare a pagare cifre esorbitanti per ottenere titoli senza avere entrate di alcun tipo? In paesi come la Germania addirittura è lo stato a PAGARE gli insegnanti per ogni specializzazione e titolo che si ottiene, anche durante l’insegnamento. In questo modo invece vanno avanti solo coloro che hanno i soldi e possono permettersi di iniziare a lavorare a 30 anni. Più si va avanti e più ci viene richiesto. Credo che dovrò rinunciare a fare quello che ho sempre voluto fare per via di queste leggi..

  5. marisasalabelle ha detto:

    Personalmente trovo tutto ciò una follia. La chiamata diretta dà il via a questo assurdo balletto di requisiti, con l’idea che un istituto si debba accaparrare “il meglio”, docenti forniti di chissà quali esperienze e specializzazioni, che poi andranno, nella migliore delle ipotesi, a svolgere un normale lavoro di insegnamento in una normale classe, senza magari avere a disposizione neanche una LIM su cui dar prova della propria bravura nell’utilizzo della tecnologia, o peggio a fare sostituzioni volanti… io, quando ho iniziato a lavorare, avevo la mia laurea e nessuna esperienza. Colleghi più esperti mi hanno aiutato all’inizio,mi sono fatta le ossa, ho studiato… certo, ho anche fatto dei corsi di aggiornamento, nei periodi in cui erano obbligatori e onnipresenti, mentre non ne ho fatto nei periodi in cui non servivano più a nulla e nessun ente li proponeva… ho fatto dei concorsi, ne ho vinto uno… ho sempre lavorato con coscienza e non mi riconosco in questi nuovi profili superaccessoriati.
    La scuola a mio parere ha bisogno di persone preparate, motivate e capaci di stare coi ragazzi: il resto è fuffa.

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